Aree per orti urbani e sociali: coinvolgere i cittadini

Livorno – Il piano di ricognizione per quanto riguarda gli orti urbani-sociali, presentato dall’amministrazione in Commissione Urbanistica, prevede l’individuazione di aree attualmente di proprietà comunale da destinare ad orti. Livorno ha aderito all’iniziativa promossa dalla giunta regionale toscana che, con la delibera 42 del febbraio 2016, ha approvato le linee guida per la realizzazione dell’iniziativa “Centomila orti in Toscana”, per la cui attuazione sono stati stanziati quasi 3 milioni di euro da utilizzare nell’arco di tempo 2016-2018. Si tratta di un progetto sostanzialmente gestito dall’ente regionale attraverso sue emanazioni, con linee guida e scadenze per i Comuni aderenti, che devono presentare apposita istanza di finanziamento, applicato ad una tipologia di attività, l’agricoltura urbana, che dovrebbe essere svolta entro un’ampia gamma di modalità e soprattutto attraverso iniziative dal basso e azioni dirette da parte degli abitanti. Questo il quadro entro il quale collocare l’azione ricognitiva avviata dall’amministrazione comunale di Livorno, che risulta tra i comuni capofila, insieme a Firenze, Lucca, Grosseto, Bagno a Ripoli e Siena. A scala locale sono emerse alcune problematiche sul piano del metodo adottato dagli uffici comunali per l’individuazione delle 10 aree compatibili in base alle linee guida regionali, di cui una corrispondente all’area già utilizzata per orti sociali di Salviano. Se da una parte sono state considerate le aree libere, pubbliche e non caratterizzate da un uso specifico, che fossero anche prossime ai quartieri abitati, dall’altra non si è provveduto ad un passaggio ricognitivo diretto, con i cittadini e i residenti, riguardo il reale utilizzo delle aree interessate. Sembra esser mancato sostanzialmente un passaggio, dalla partecipazione al bando regionale a quello dell’effettiva gestione partecipata nella scelta delle aree, peraltro pubbliche, in modo da integrare le diverse istanze della comunità locale, sia per l’agricoltura sociale ma anche per spazi gioco, aree per il tempo libero, campi sportivi gratuiti e così via. Specialmente per l’area di via Caduti dei Lager nazisti ad Antignano, dove in opposizione al progetto una parte di residenti si è schierata a difesa dell’area utilizzata ora per il gioco dei ragazzi, si rende necessaria un’interlocuzione diretta con i cittadini, affinché le linee guida del progetto regionale siano funzionali ai bisogni della popolazione e non diventino un’occasione per imporre dall’alto scelte amministrative che incidono sulla vita sociale del quartiere. Sulla base di tali considerazioni Buongiorno Livorno ritiene necessario favorire politiche diverse per la gestione degli spazi aperti non utilizzati di proprietà pubblica, percorrendo strade più leggere, legate alle realtà locali e ai bisogni espressi dalla gente. L’amministrazione condivisa dei beni comuni, approvata di recente dal consiglio comunale, ed i correlati patti di collaborazione vanno proprio in tale direzione. Qui il ruolo del Comune è del tutto diverso ed il coinvolgimento dei cittadini avviene sin dalla fase propositiva. Gli orti urbani-sociali nella fattispecie non richiedono una sovrastruttura amministrativa e burocratica per la loro realizzazione e gestione comunitaria, ma piuttosto un impegno concreto che può vedere Comune e cittadini insieme, per conseguire un beneficio collettivo in termini di risparmio economico, riduzione della povertà, tutela dei prodotti tradizionali, riuso di spazi degradati, salvaguardia della biodiversità, benefici sociali e generare così una riappropriazione dei luoghi a 360°.



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