BIMBA VEGAN RICOVERATA PER MALNUTRIZIONE

BIMBA VEGAN RICOVERATA PER MALNUTRIZIONE (LIGURIA): SBAGLIATO ATTACCARE DIETE VEGETALI, IDEALI ANCHE PER NEONATI E BAMBINI, SE BEN PIANIFICATE CON IL SUPPORTO DI PROFESSIONISTI
LAV: AUTOREVOLI ISTITUTI INTERNAZIONALI CONFERMANO BENEFICI DELLA DIETA VEGAN PER GRANDI E PICCINI. ISTITUZIONI COMPETENTI AGGIORNINO I PROGRAMMI FORMATIVI SU NUTRIZIONE VEG!
Il caso della bimba cosiddetta “vegan”(http://bit.ly/2980Mbm) di Ventimiglia riportato dai media ieri, non può essere utilizzato per denigrare, facendo “di tutta l’erba un fascio”, una scelta alimentare che, se correttamente praticata e ben bilanciata, ha solo benefici, come confermato ormai dai maggiori istituti scientifici internazionali.
La storia della piccola Chiara rappresenta comunque un caso limite, oltre che raro, in rapporto all’altissima percentuale di bambini onnivori obesi (9,8%) e in sovrappeso (20,9%) – di cui di cui l’Italia è leader in negativo a livello europeo – con le relative patologie connesse ed elevati costi per il Servizio Sanitario Nazionale, per i quali però nessuno grida allo scandalo.
Secondo l’American Dietetic Association (ADA), una delle più autorevoli fonti in materia di nutrizione, “le diete vegane e latto-ovo-vegetariane, pianificate in modo appropriato, soddisfano i bisogni nutrizionali di neonati, bambini e adolescenti e inducono una crescita normale”. Anche l’American Academy of Pediatrics si attesta su posizioni analoghe.
Nella stessa direzione vanno anche le recenti note del Ministero della Salute (http://bit.ly/1XkL91x) che ribadiscono il diritto a ricevere – senza certificato medico –  pasti vegani nelle scuole.
E’ evidente che, affidandosi alla guida di professionisti qualificati e preparati, l’alimentazione vegana non ha controindicazioni per nessuna fascia d’età. Ma in tema di scelta veg esistono, anche tra i professionisti ,  molta disinformazione e preconcetti diffusi. Nonostante le evidenze scientifiche, la stragrande maggioranza dei pediatri sconsiglia ancora un’alimentazione basata su  cibi vegetali  e costringe molti genitori a un rischioso e negativo “fai da te”. E’ dunque tempo che pediatri e nutrizionisti si aggiornino e diano informazioni corrette ai genitori vegan.
Per colmare un gap formativo che, se riempito, sarebbe di fondamentale aiuto per le famiglie che optano per un’alimentazione vegan, la LAV rivolge un appello al Ministro della Salute, al Ministro dell’Università, ai Rettori delle Facoltà di Medicina, ai Direttori delle Scuole di Specializzazione in Pediatria, alle Società Scientifiche di Pediatria e ai competenti Ordini Professionali affinché aumentino le opportunità di formazione e informazione a favore di questo genere di alimentazione, all’interno della programmazione dei loro Istituti.



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