Borgate, si fa il punto

ROMA – Si riparla seriamente e sinergicamente – tra urbanisti, storici, sociologi, politologi – di periferie. O meglio di “borgate”, vecchia parola che merita di venir riesumata dal lessico metropolitano del secolo scorso perché l’evoluzione in “periferie”, ormai del tutto interne alla città consolidata, non ha cancellato identità locali emerse prima e dopo la seconda guerra. Un fenomeno squisitamente romano, al centro della giornata di studi del 5 ottobre alla Casa della Memoria e della Storia in via San Francesco di Sales 5 (Trastevere), nell’ambito di BorGate, la mostra con le foto di Pasquale Liguori. La giornata serve a inquadrare la questione e a vederne le derivazioni odierne. E dunque i relatori affrontano origini, tipologie, modelli abitativi delle borgate; l’evoluzione urbanistica di Roma tra epoca fascista e dopoguerra con la “zonizzazione” in quartieri socialmente connotati; le ricerche sociologiche del gruppo di Franco Ferrarotti a partire dagli anni ’60; le politiche per le borgate dal sindaco Petroselli in poi; le dinamiche attuali, infine, delle borgate evolute in quartieri. Prendono la parola studiosi e accademici di chiara fama, da Luciano Villani a Lidia Piccioni, da Walter Tocci a Carlo Cellamare. Coordina Alessandro Portelli. Seguirà, il 18 ottobre, un altro meeting di approfondimento sul tema La lotta per la casa. Il tutto è organizzato da Roma Capitale (Assessorato Crescita Culturale, Dipartimento Cultura) con Zètema.



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