Buona primavera a tutti!

Sono stato qualche tempo fa a Farra d’Isonzo (provincia di Gorizia), all’Osservatorio Astronomico, a tenere una conferenza sul gioco d’azzardo. Come al solito, quando tengo una conferenza, cerco di arrivare per tempo, in modo da poter controllare se il mio computer e il proiettore che mi viene fornito dialogano fra loro in modo corretto. Nell’attesa che arrivino gli spettatori, sbircio fra i tanti stampati appesi alle pareti, tutti di natura astronomica. E ho scoperto una cosa curiosa, che la matematica riuscirà a spiegare, spero.

Ho scoperto che quest’anno il primo giorno di primavera sarà il 20, e non il 21 marzo, come tutti ci aspettiamo. L’ultima volta che la primavera è iniziata il giorno 21 è stato nel 2011, ma… appena appena. Infatti è stato il 21 marzo 2011, alle ore 0 e 21 minuti. E quest’anno, dicevamo, il 20 marzo, alle ore italiane 17 e 15 minuti. Ricordatevi nel 2044 di stupire i vostri amici, facendo loro notare che quell’anno la primavera inizierà addirittura il 19 marzo!

Ma come può succedere? Tutto per colpa del 2000, ma andiamo con ordine. L’anno dura circa 365 giorni, infatti il 2018 corrente ha 365 giorni. Ma “anno” è il periodo che impiega la Terra per fare un giro attorno al Sole, e ci mette qualcosina di più di 365 giorni: circa 365 e un quarto; ecco perché ogni quattro anni abbiamo un giorno in più, e questo succede nell’anno bisestile, ad esempio nel 2020. Ma la Terra impiega un po’ meno di 365 giorni e un quarto a fare un giro attorno al Sole: ecco perché ogni 100 anni abbiamo bisogno di un giorno in meno, e questo succederà nel 2100, che pur essendo divisibile per 4, non sarà bisestile. Ma neppure questo calcolo è corretto, e quindi la regola è che gli anni sono in genere non bisestili, ma quelli divisibili per 4 lo sono, ma quelli divisibili per 100 non lo sono, ma quelli divisibili per 400 lo sono.

Ecco che quindi come negli anni soliti (2017, 2018, 2019 ad esempio) ci sono degli “avanzi” di giorno che poi vengono recuperati nell’anno bisestile, così ci sono degli “esuberi” di giorno che vengono sottratti nell’anno centenario non bisestile, che poi portano a loro volta degli “avanzi” ancora minori che vengono sistemati negli anni multipli di 400.

Nel 2020, prossimo anno bisestile, si mangeranno i tre quarti di giorno accumulati negli anni 2017, 2018, 2019, e così via, e anche l’inizio di ogni stagione risente di questi quarti di giorno. Allora nel 2000, siccome è un anno centenario, si sarebbe dovuto perdere un giorno, cioè non avrebbe dovuto essere bisestile, come non lo erano 1700, 1800, 1900. Ma ciò non è avvenuto. Ecco perché i “rimasugli” di giorno hanno un comportamento strano, e fanno cadere tutte le date astronomiche sfasate rispetto alle attese. Quindi… buona primavera a tutti. A partire dal 20 marzo, ovviamente!

www.giorgiodendi.com



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