CACCIA, SEMPRE MENO AMATA ANCHE DAGLI STESSI CACCIATORI

CROLLA L’INDOTTO ECONOMICO DI QUESTA ATTIVITA’ VIOLENTA, E LE “DOPPIETTE” INVESTONO IN PUBBLICITA’…

LAV: LA NOSTRA ANALISI CON I CANDIDATI PRO E CONTRO LA CACCIA, PER VOTARE “DALLA PARTE DEGLI ANIMALI”. ANCORA UN MESE PER SOSTENERE LA PETIZIONE #BASTASPARARE: FIRMA ORA!

Più del 70% dei cittadini ne chiede l’abolizione definitiva (Eurispes 2016), ora abbiamo la conferma che la caccia ha sempre meno appeal, anche tra gli stessi cacciatori.

Lo dice il massimo istituto nazionale per la tutela ambientale – ISPRA – che indica nel 5% l’anno la percentuale di cacciatori che non rinnova la licenza di caccia. Lo sottolinea il nuovo piano faunistico venatorio dell’Emilia Romagna, secondo il quale nel 2024 i cacciatori saranno pressoché estinti in quella Regione. Ora lo conferma anche uno studio economico realizzato dall’Università degli studi di Urbino, commissionato da ANPAM, Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Civili e Sportive, affiliata a Confindustria, che tutela gli interessi delle imprese operanti nei settori della produzione di armi, munizioni ed esplosivi civili: un comparto molto ampio che comprende anche le armi utilizzate dai cacciatori.

Il recente rapporto pubblicato da ANPAM sull’impatto economico ed occupazionale della produzione di armi in Italia, infatti, se nelle intenzioni vorrebbe sostenere la causa di produttori e fruitori di armi, argomentando la rilevanza del comparto e dell’indotto, ad uno sguardo attento ci svela qualcosa di estremamente interessante: confrontando i nuovi dati con quelli relativi al 2010 (nel novembre 2011 ANPAM pubblicava il primo report relativo alla produzione di armi e munizioni per uso civile, sportivo e venatorio in Italia) scopriamo che dal 2010 al 2017  la spesa sostenuta annualmente dai cacciatori è calata del 16%, esprimendo così un andamento perfettamente in linea con i dati “in caduta”, raccolti dalle amministrazioni nazionali e regionali.

Sono quindi gli stessi produttori di armi a dirci, involontariamente, che la caccia è in crisi, proprio mentre tentano di sostenere la tesi della buona tenuta del proprio comparto.

“Tutto questo non fa che dimostrare come nel nostro Paese la caccia rappresenti non solo una pratica odiata dalla stragrande maggioranza dei cittadini, ma anche un’attività residuale dal punto di vista economico, destinata ad estinguersi assieme ai suoi estimatori” – commenta Massimo Vitturi, responsabile LAV Area Animali selvatici.

“A pochi giorni dalle elezioni rileviamo che non sono solo i produttori di armi ad esibirsi in uno strenuo esercizio di difesa della caccia –  aggiunge Vitturi – c’è anche il mondo dei cacciatori, che proprio in queste ore pubblica sulla stampa delle inserzioni a pagamento contenenti un messaggio a dir poco risibile: ‘Siamo tutti cacciatori’, a dispetto di quel 70% di italiani che l’Eurispes vorrebbe contrari alla caccia! Il segnale è chiaro: se gli storici difensori delle doppiette giocano ‘in difesa’ e sentono l’esigenza di farsi pubblicità, vuol dire che la popolarità dell’attività venatoria è ormai giunta ai minimi termini, forse anche grazie alla costante azione di sensibilizzazione svolta da chi come noi da sempre ne mostra il vero volto, chiedendone l’abolizione”.

Il 21 ottobre scorso la LAV ha lanciato la sua mobilitazione per l’abolizione della caccia: per tutto il mese di marzo sarà possibile sostenerla sottoscrivendo la petizione #BASTASPARARE sul sito dell’associazione (http://www.lav.it/petizioni/bastasparare). Sarà inoltre possibile esprimere un voto consapevole, “dalla parte degli animali”, alle prossime elezioni Politiche (http://www.lav.it/news/elezioni-politiche-programmi-candidati) e Regionali (http://www.lav.it/news/regionali-2018) del 4 marzo, consultando l’analisi dei programmi e dei candidati stilata da LAV, che contiene anche specifici riferimenti ai partiti e candidati pro-caccia.

“A marzo presenteremo al nuovo Parlamento e al Governo la nostra proposta di legge per l’abolizione della caccia – conclude Vitturi – un atto che finalmente riporterà la pace fra gli animali selvatici e decreterà la fine di un’attività che in meno di cinque mesi ha comportato, oltre ad un’immane strage di animali, anche 115 vittime innocenti fra gli esseri umani.”

 



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