CASSAZIONE SU ICI ALLE SCUOLE PARITARIE

ZAIA: “NON C’ERA BISOGNO DI DISTURBARE I GIUDICI, IL PROBLEMA  SI CHIAMA UE E UNA BUROCRAZIA IDIOTA. MA QUALI AIUTI DI STATO! PRIMA SI APPLICHI LA COSTITUZIONE DOVE, COME IN VENETO, NON E’ APPLICATA”
“Smettiamola di fare i primi della classe applicando in modo miope le più oscene direttive Ue: non servirebbe nemmeno disturbare i magistrati su una vergogna come l’Ici alle scuole paritarie, per la quale bisognerebbe prima rovesciare le scrivanie di Bruxelles. L’Italia è stanca di subire stupidi diktat di tecnocrati strapagati, incapaci di capire l’essenza della democrazia, ambiziosi di governare senza responsabilità e senza mandato popolare a suon di pezzi di carta. Straccia”.

Così il presidente del Veneto Luca Zaia in merito alle precisazioni fornite dalla Cassazione sulla sentenza relativa all’Ici sulle scuole paritarie, che attualmente ne sono esenti. Secondo i giudici della Suprema Corte,  si tratterebbe infatti di una questione oggetto di indagine Ue per sospetti aiuti di Stato agli enti della Chiesa.

“Nutro, come noto,  un grande rispetto per la magistratura, che considero un elemento fondamentale per la democrazia e l’equilibrio tra poteri dello Stato. Non sono neppure abituato a contestare sentenze – continua Zaia -. Ma in quest’occasione mi sento di dire che ciò che emerge con chiarezza da questa indagine è l’ennesima conferma di una posizione vergognosa della Ue e della burocrazia europea, sempre attenta al formalismo più che all’essenza delle cose, incapace di comprendere i problemi ma bravissima ad applicare regolamenti ottusi”.

“Dire che non far pagare l’Ici alle famiglie che scelgono le scuole paritarie è un aiuto di Stato, una violazione ai principi della concorrenza, è soltanto una idiozia. Ma che aiuto di Stato ci può essere se – come nel caso del Veneto – 90.000 alunni non trovano una scuola pubblica nemmeno cercandola? Perché è bene che si sappia che la Costituzione repubblicana, laddove essa proclama il diritto allo studio, qui non è applicata. Di conseguenza, se la scuola pubblica non paga Ici e Imu, per proprietà transitiva non si vede perché debba farlo una paritaria, che qui svolge una evidente funzione pubblica e sostituisce lo Stato, peraltro a costi inferiori per la collettività”.



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