CGIL COMUNICA: Illegittima la tassa sui permessi di soggiorno

L’Inca Cgil di Perugia ha già raccolto 700 richieste di rimborso
Avanti con le azioni legali: i casi di una famiglia albanese e di un cittadino boliviano
Gli stranieri che richiedono il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno non devono più pagare l’ulteriore contributo imposto dal decreto ministeriale del 6 ottobre 2011. A darne notizia sono Cgil e Inca a seguito della sentenza del Tar del Lazio del 24 maggio – conseguenza del precedente pronunciamento della Corte di Giustizia Europea – che ha cancellato ogni dubbio circa l’illegittimità del pesante balzello (da 80 a 200 euro) imposto agli stranieri, accogliendo tutte le richieste di Cgil e Inca e rigettando le obiezioni a cui si sono aggrappati la presidenza del Consiglio dei ministri e i ministeri dell’Economia e degli Interni, nell’estremo tentativo di difendere l’odiosa tassa imposta agli immigrati.
“Aspettavamo questo riconoscimento di un’ingiustizia che abbiamo denunciato con forza in difesa dei diritti dei tanti cittadini immigrati che anche nel nostro territorio si sono visti costretti dal 2012 in poi a pagare questo balzello del tutto illegittimo – afferma Alessia Giuliacci dell’Inca Cgil di Perugia – Ora, forti di una sentenza che fa pienamente giustizia, continueremo a raccogliere le richieste di rimborso che, solo nell’area urbana di Perugia, ammontano già a circa 700. Restano anche in piedi – aggiunge Giuliacci – le azioni legali avviate in molte città italiane, tra cui Perugia, a fronte delle mancate risposte da parte del governo”.
Nello specifico, l’Inca Cgil di Perugia ha presentato un ricorso pilota a favore di una famiglia albanese, composta da due coniugi e figli minorenni, che, dal novembre 2013 ad oggi ha speso per i rinnovi oltre 650 euro, di cui 360 da considerare illegittimi dopo la sentenza del Tar del Lazio. Altro caso emblematico è quello di un cittadino boliviano residente a Perugia che nel 2013 ha richiesto il permesso per lungosoggiornanti pagando un totale di 273,5 euro (di cui 200 da considerarsi illegittime). Ma avendo smarrito il documento nel febbraio 2016, si è visto costretto richiederne il duplicato, sborsando la stessa cifra già pagata, per un totale di 400 euro non dovute.



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi