chiarimenti sulle certificazioni mediche per le assenze da scuola

L’assessore alla Sanità Giuliano Barigazzi ha risposto alla domanda d’attualità della consigliera Elena Foresti (Movimento 5 stelle) sulle certificazioni mediche per le assenze da scuola.

Domanda d’attualità della consigliera Foresti:  “Premesso che, con l’art. 36 sulla Semplificazione delle certificazioni sanitarie in materia di tutela della salute in ambito scolastico, la legge Regionale 16 Luglio 2015 n. 9 ha di fatto eliminato l’obbligo di certificazione medica per assenza scolastica superiore a cinque giorni ed in automatico è stata eliminata la riammissione successiva alle dimissioni da scuola.
Visti gli articoli di stampa apparsi in merito alla raccolta firme che verrà avviata dagli educatori e maestri delle scuole bolognesi per ripristinare il certificato medico obbligatorio per la riammissione a scuola dei bambini dopo 5 giorni di malattia.
Visto l’apertura della Regione ad una eventuale riflessione sul tema.
Pone la seguente domanda di attualità:
per conoscere il pensiero del Sindaco e della Giunta sull’argomento;
per sapere dall’Amministrazione se non ritiene necessario intervenire affinché la Regione Emilia Romagna ascolti l’appello degli insegnanti e sostenga la necessita di reinserire il certificato di riammissione a scuola dei bambini”.

Risposta dell’assessore Barigazzi:  “Dichiaro già di essere d’accordo sull’idea di riaprire una discussione su questo tema e ho già sentito anche il collega regionale e come diceva lei consigliera c’è questa disponibilità. Ricordo solo che la scomparsa del certificato di riammissione è stata fatta alla fine di un lavoro del Ministro della Salute nel 2004. Il certificato era ritenuto scarsamente utile sull’assunto che le malattie infettive sono spesso contagiose in fase di incubazione, ma molto raramente quando il soggetto è convalescente. Quindi l’abrogazione di questa e altre certificazioni che erano state fatte nello spirito della semplificazione, lei stessa lo ricordava e io ho letto il documento finale prodotto dal gruppo di lavoro, era stata effettuata sulla base delle evidenze scientifiche nazionali e internazionali sui tempi di incubazione o come dicono gli infettivologi di infettività delle malattie trasmissibili, ma anche di una valutazione epidemiologica della diffusione e dell’andamento delle malattie infettive nella nostra regione, in Italia e in Europa. L’evidenza scientifica a oggi è ancor quella naturalmente. Lo dico perché c’è bisogno che ci ancoriamo in quella discussione a qualcosa. Non ho dati del Comune che dicano che in questo periodo in cui è scomparso il certificato ci sia stata una variazione delle malattie per questo motivo.
Detto questo, mi pare giusto partire dal fatto che se c’è un malessere che viene manifestato si può riaprire il tema e provare a capire se dobbiamo cambiare di nuovo quella norma o se possiamo avviare comunque un confronto. Se c’è un malessere dobbiamo capire anche da dove viene da parte del corpo insegnante e questa preoccupazione mi fa dire, così come ha detto il collega regionale, che ci sia bisogno di riaprire un po’ la discussione, tenendo conto di tute le cose che dicevo, delle evidenze scientifiche, della semplicità, ma anche delle preoccupazioni e del disagio che c’è. Mi pare il minimo, soprattutto se viene fuori una istanza, una proposta di aprire una discussione, io credo che si debbano prendere sul serio anche le preoccupazioni e il disagio che viene manifestato”.



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