CONFARTIGIANATO IMPRESE SARDEGNA MANIFATTURA DIGITALE

Cagliari – Confartigianato chiede una Legge Regionale per gli artigiani digitali. Formazione, promozione, contributi e condivisione di spazi e idee: ecco le proposte per far crescere le start up sarde. In Sardegna 18mila imprese artigiane interessate all’“Internet delle cose”. Una legge regionale per tutelare e far crescere la “manifattura 4.0” e le start up della Sardegna. E’ ciò che chiede Confartigianato Imprese per sostenere tutte quelle realtà artigiane che coniugano valori e tradizione con la conoscenza scientifica e tecnologica, trasformando prodotti e servizi in “manifattura innovativa”. La richiesta è emersa dalla tavola rotonda, organizzata a Cagliari da Confartigianato Sud Sardegna e Hub/Spoke dove l’Associazione, insieme a Sardegna Ricerche, Ied e i FabLab di Nuoro e Iglesias, ha fatto il punto sulle prospettive dello sviluppo tra manifattura e digitale. “La digitalizzazione della manifattura non significa più il superamento dell’elemento umano – afferma Luca Murgianu, Presidente di Confartigianato Sud Sardegna – bensì rappresenta la convivenza e il rafforzamento dell’innovazione e del valore artigiano. Questa sarà la vera “via italiana all’innovazione”. “I dati ci dicono come la nostra regione sia una terra fertile per far sviluppare questo tipo di attività – continua il Presidente – ma è necessario che ci sia il “concime” adatto al loro sviluppo. Per questo abbiamo pensato a una legge specifica, fatta su misura per chi sviluppa la manifattura 4.0”. La Legge, già in vigore in altre regioni italiane, e che verrà proposta a breve a Giunta e Consiglio Regionale, nei suoi vari punti prevede che la Regione promuova la formazione delle nuove generazioni nel primo e secondo ciclo di studi, favorisca l’approfondimento e la diffusione della cultura del lavoro artigiano e della manifattura innovativa nelle istituzioni scolastiche e formative, agevoli l’erogazione di contributi alle imprese della manifattura innovativa, che sostenga “l’innovazione incrementale” attraverso lo sviluppo o l’adattamento di un prodotto o un sistema esistente al fine di favorire la competitività del territorio regionale, faciliti la semplificazione amministrativa e fiscale, promuova e sostenga la diffusione di spazi aperti, imprese diffuse, nuovi luoghi di lavoro e socializzazione anche ai fini dello sviluppo e della valorizzazione economica e sociale. In Sardegna sono ben 18.376 le imprese artigiane interessate all’“Internet delle cose”, quelle “che utilizzano strumenti, mezzi e prodotti che scambiano in modo autonomo informazioni con gli oggetti circostanti, modificando le proprie prestazioni in relazione ai dati scambiati”. Queste occupano 42.826 addetti del manifatturiero, dei trasporti e logistica, dell’autoriparazione e dell’impiantistica legata alla domotica e all’automazione in generale. Oltre 5mila sono in provincia di Cagliari con quasi 13mila addetti. 3.500 si trovano a Sassari, 2.600 in Gallura, 2.200 nel Nuorese, 1.800 a Oristano, poco più di 1.000 nel Sulcis e 728 in Ogliastra. L’artigianato dell’Internet delle cose nelle province della Sardegna (imprese interessate: manifatturiero, trasporto e logistica, autoriparazione, impiantistica-domotica) Imprese Artigiane “internet delle cose” Addetti Imprese Artigiane “internet delle cose” % su totale addetti

Cagliari 5.240 12.921 63,2%

Carbonia-Iglesias 1.034 2.505 61,8%

Nuoro 2.232 4.683 65,6%

Ogliastra 728 1.568 61,8%

Olbia Tempio 2.680 5.870 59,7%

Oristano 1.856 4.126 62,0%

Sassari 3.509 8.397 62,0&

Sardegna 18.376 42.826 62,8%



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