Diatomee, Snpa verso un linguaggio comune

Nell’ottica di una miglior comparabilità nel tempo dei dati ambientali, il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente ha espresso la necessità di aumentare le occasioni di confronto e di condivisione dei metodi analitici ufficiali e dell’uso di materiali di riferimento.

Fino ad oggi, a livello nazionale, per i monitoraggi biologici si è proceduto attraverso un percorso di garanzia della qualità del dato con la produzione di manuali e linee guida, l’organizzazione di interconfronti regionali, nazionali ed europei, studi collaborativi, eventi regionali e nazionali di formazione e aggiornamento, nonché con la produzione di atlanti per l’identificazione tassonomica.

L’obiettivo da perseguire è quello di uniformare le tecniche di elaborazione dei dati partendo da una metodologia comune di campionamento e identificazione tassonomica, anche attraverso il confronto interlaboratorio.

In quest’ottica il 6 e il 7 febbraio scorso si è tenuto a Trieste, presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, un evento di approfondimento tassonomico delle diatomee bentoniche d’acqua dolce. Il tema centrale dell’incontro sono state queste alghe brune, unicellulari, le quali vengono studiate in ambito scientifico a livello europeo, e non solo, come indicatori ambientali ai fini della determinazione della qualità ecologica dei corsi d’acqua.

L’evento è servito ad orientare Agenzie e studi professionali verso un processo di normalizzazione comune per la definizione delle procedure per l’esecuzione di circuiti di interconfronto su questa matrice ambientale. Le lezioni di approfondimento tassonomico sono state svolte da due dei maggiori esperti in ambito europeo sulla determinazione delle diatomee di acqua dolce: Luc Ector (Luxembourg Institute of Science and Technology – Department of Environment and Agro-Biotechnologies (EVA) – Luxembourg Belvaux) e Bart Van de Vijer (Senior Researcher – Botanic Garden Meise).

Affinché tutto ciò sia realizzabile è necessaria la certificazione di figure professionali (UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2004) attraverso un Organismo di Certificazione, terza parte indipendente, che opera in conformità a standard definiti, per poter assicurare che le persone addette a questi processi possiedano, mantengano e migliorino continuativamente nel tempo la necessaria competenza, intesa come l’insieme delle conoscenze, esperienze, abilità e doti richieste per l’efficace espletamento dei compiti ad esse affidati. Questo strumento primario è alla base dei processi di costruzione e assicurazione della qualità ed è essenziale per i processi in cui la componente umana svolge un ruolo critico ai fini della qualità dei risultati soprattutto in ambito ambientale.

Inoltre è necessario che tutte le Arpa e gli enti di ricerca si dotino delle ultime versioni aggiornate dei software disponibili per tali analisi, i risultati delle ricerche devono essere condivisi attraverso una rete e le valutazioni finali dei risultati devono essere integrate da elaborazioni applicabili alle indagini biologiche.



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