DL DIGNITA’: SGARBI, CONTRO GIOCO D’AZZARDO MUSEI GRATIS E NON A PAGAMENTO

Se si vuole combattere il gioco d’azzardo, non ha senso vietare la pubblicità e nello stesso tempo abolire l’intresso gratis nei musei, perchè occorre diffondere la cultura e la conoscenza per contrastare la ludopatia. A dirlo è Vittorio Sgarbi, in un appassionato intervento nell’Aula della Camera durante l’esame del cosiddetto decreto legge dignità. “Abbiamo sentito parlare per una larga parte di questo dibattito, che sarebbe ispirato alla dignità, di un’umanità degradata -sottolinea il critico d’arte e deputato di Fi- che andrebbe protetta da se stessa, per la quale occorrono divieti di ogni natura. Ed è evidente che le tante cose maligne che possono far danno all’uomo non sono soltanto nel gioco, che nella parola stessa indica una componente ludica, l’homo ludens ha una dignità letteraria da Huizinga che va rispettata”. “Mi sembra interessante accostare questa tematica del divieto ad un divieto più grave che è un divieto della intelligenza, della conoscenza e della formazione. Mentre noi stiamo qua parlando, il ministro dei Beni culturali -si infervora Sgarbi- ha vietato le aperture gratuite dei musei la domenica, quando è proprio in quei musei e in quella cultura che c’è la risposta alla ludopatia, nella conoscenza, nel sapere, nel correre non nelle discoteche ma nelle pinacoteche, non nei casinò ma nei musei, e andarci gratis, sempre, tutti i giorni, attraverso una formazione lenta che porta gli uomini all’uso della ragione mettiamo una slot machine accanto a ‘La primavera’ di Botticelli”.
“Non posso pensare di dover andare in biblioteca e pagare. Il luogo del maggiore piacere -insiste l’esponente di Fi- è una biblioteca, lì c’è l’uomo ludens. Perchè devo pagare il biglietto per ‘La primavera’ di Botticelli? Invece che vietare perchè non suggeriamo, non apriamo? Un demente che va in un bar a giocare occorre indurlo a continuare finchè non perderà la testa e la ritroverà in qualcosa di diverso, che deve essere quel museo aperto che voi volete chiudere, Cinquestelle vuole chiudere i musei gratis per farli pagare”. “Se io non apro i musei dalle sei di sera a mezzanotte, che alternativa avrò a quei giochi in cui vanno quei ragazzi disperati a cui vietiamo tutto? Apriamo i luoghi del piacere dell’intelligenza, mettiamo anche una piccola macchina per il cretino che vuole giocare con la slot machine a fianco di Botticelli, ma non vietiamo, esaltiamo, incitiamo alla conoscenza, vietare -conclude Sgarbi- è un crimine”.



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