Erosione costiera: esperienze e prospettive

L’erosione costiera incide fortemente sulle attività produttive, sulle infrastrutture e sulle abitazioni; a livello nazionale circa il 43% delle coste italiane soffre di questo problema. 
Negli ultimi anni sono stati stanziati molti capitali, soprattutto a livello regionale, per gli interventi di difesa della costa dall’azione erosiva delle correnti marine.

L’Ordine degli Ingegneri della Toscana e della Provincia di Grosseto hanno voluto organizzare uno specifico seminario proprio allo scopo di condividere le conoscenze acquisite in questo ramo dell’idraulica ed aumentare la diffusione delle informazioni e la sensibilizzazione su queste tematiche.

L’incontro è stato l’occasione, tra i vari argomenti, per ricordare le linee guida nazionali elaborate da ISPRA per la difesa ed il riequilibrio della costa; il documento raccoglie e sistematizza buone pratiche ed esperienze maturate dalle Regioni rivierasche italiane nel campo della difesa costiera dai fenomeni di erosione e dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Se allo Stato spetta la stesura delle Linee guida e delle direttive operative, alle Regioni sono affidate la pianificazione e l’esecuzione degli interventi. Nel corso del Seminario è stata dunque illustrata dai funzionari della Regione Toscana la Programmazione e l’attività regionale di tutela della costa.

La Legge Regionale n. 80 del 28.12.2015, che delinea il sistema delle competenze nelle specifiche materie della difesa del suolo, della tutela delle risorse idriche, della costa e degli abitati costieri, assegna alla Regione le funzioni di programmazione, progettazione, esecuzione, gestione e mantenimento delle opere di difesa costiera, eventualmente in accordo con i Comuni, e l’attività di monitoraggio.

Il monitoraggio, in prima istanza, viene attualmente svolto dal Consorzio LaMMA, partendo da immagini satellitari, grazie alle quali possono essere immediatamente individuate le zone critiche, che poi sono approfondite con monitoraggi e rilievi mirati.

Per la difesa della costa dall’erosione costiera risulta senz’altro importante la risorsa sedimenti. Il D.M. 173/2016 detta modalità e criteri tecnici per l’autorizzazione all’immersione in mare dei materiali di escavo di fondali marini. La giornata di studio è stata l’occasione per presentare dunque anche le regole di gestione dei sedimenti alla luce del suddetto decreto.

Nel corso del seminario sono state inoltre presentate varie esperienze di difesa dall’erosione costiera, come ad esempio quello relativo all’ambito dunale del Parco della Sterpaia che ha fatto ricorso in modo esteso all’uso accorto della vegetazione con l’obbiettivo di aumentare la resilienza delle dune.

In tema di erosione costiera, a livello toscano, la Regione ha recentemente stanziato 9,3 milioni di euro per il biennio 2018-19, raddoppiando in tal modo i fondi destinati agli interventi. Le principali attività in corso o che partiranno al termine della stagione estiva sono state presentate nell’ambito del Convegno Difesa, monitoraggio e gestione della costa in Regione Toscana e linee guida sul ripascimento, tenutosi il 24 aprile 2018 a San Rossore.

Durante il Convegno è stato fatto un quadro aggiornato delle attività di programmazione e finanziamento degli interventi da parte della Regione, di monitoraggio e modellistica previsionale da parte del Lamma e sono state illustrate le Linee guida nazionali predisposte da ISPRA. Inoltre, il convegno è stata l’occasione per la presentazione della nuova DGRT 304/2018 che approva le “Linee guida per le modalità di rilascio delle autorizzazioni di cui all’art. 17 della L.R. n. 80/2015”, cioè per tutti gli interventi di ripascimento e ripristino degli arenili, per la realizzazione di opere di difesa costiera (barriere, scogliere, pennelli, ecc.), per la posa di cavi e condotte in mare e per ogni altra immersione di materiali.

Alla predisposizione di queste Linee guida regionali ha collaborato anche ARPAT, fornendo un importante supporto sugli aspetti tecnici, scientifici e sugli impatti sull’ambiente marino, avendo già partecipato al tavolo tecnico nazionale (istituito presso il MATTM) per la definizione dell’allegato tecnico al citato D.M. 173/2016. La proficua collaborazione tra l’Agenzia e la Regione Toscana è stata più volte sottolineata dall’Assessore Fratoni e dai vari relatori regionali e nelle modalità autorizzative è stata prevista obbligatoriamente la consultazione di ARPAT per quanto riguarda la valutazione della caratterizzazione ambientale dei materiali destinati all’immersione in mare.

Proprio per meglio illustrare il proprio ruolo, durante il convegno ARPAT ha presentato le novità tecniche introdotte dal D.M. 173/2016 e, di conseguenza, dalle Linee guida regionali, per le diverse tipologie di intervento, focalizzando l’attenzione sul nuovo sistema di classificazione dei sedimenti marini, basato sulla priorità dell’approccio ecotossicologico e su una valutazione ponderata ed integrata con gli aspetti chimici (contaminanti) per giungere ad una classe di rischio (da A il più basso a E quello massimo), con l’individuazione delle conseguenti opzioni di gestione.



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