Fabrizio Cicchitto: Berlusconi tiene ancora aperta la partita

Fidel Castro e Che Guevara, alias Luigi Di Maio e Matteo Salvini, credevano di aver convinto Fulgencio Batista, alias Silvio Berlusconi, di fare un passo indietro o laterale in modo incruento e quindi di poter avviare a partire dagli incontri al Quirinale le cerimonie per il nuovo governo del M5S-Lega con Forza Italia come stuoino (qualche ministro tecnico non compromettente da nessun punto di vista, ad esempio Franco Frattini). Ora, fuor di metafora, nella realta’ probabilmente un’ora Berlusconi si convince di dover trattare la resa e allora manda i plenipotenziari a farlo (speriamo che essi siano guidati da Gianni Letta, perché se lo fa Ghedini certo il cavaliere si ritroverà in una segreta), un’ora dopo invece manda al diavolo i consiglieri remissivi e organizza la resistenza. Questo continuo cambiamento di rotta ha prodotto la scena di giovedì 12, uno degli spettacoli televisivi di più forte impatto degli ultimi anni: Berlusconi è riuscito a ridurre il povero Salvini da leader del centro-destra a diligente lettore di un comunicato che evidentemente era stato scritto dalla prima all’ultima riga dal cavaliere che, non a caso, ne anticipava i capoversi con la gestualità di un grande attore. Dopo che Salvini ha letto il testo e si è allontanato dal microfono sottobraccio alla Meloni, con un salto da giaguaro Berlusconi è tornato indietro e in 30 secondi ha inviato per TV un messaggio travolgente: no all’antidemocrazia e ai suoi pericolosi portatori come i grillini. Tutto ciò vuol dire che sul piano televisivo la partita è stata riaperta: non sappiamo se avviene altrettanto sul piano politico reale. L’unico governo possibile è quello fra il Movimento 5 Stelle e Lega, già di fatto stipulato fra Di Maio e Salvini, che però può realizzarsi davvero solo se Berlusconi accetta di farsi normalizzare e se Forza Italia si avvia verso un lento scioglimento nel partito alleato. Se invece Berlusconi decide di rifiutare di fare la fine di Dubcek allora si aprirà una formidabile partita politica: Salvini potrebbe decidere di fare comunque un governo con di Maio, rompendo in modo clamoroso con Berlusconi e con una larga parte di Forza Italia oppure dovrebbe rimescolare tutte le carte. A loro volta Berlusconi e Forza Italia darebbero uno sbocco politico e una rappresentanza a quei milioni di italiani che non si riconoscono nell’avventurismo e nell’improvvisazione dei due nuovi “leaders” che con grande arroganza e presunzione già si sentono vincitori e intendono spartirsi l’Italia. Si tratterebbe di una scelta rischiosa, ma anche molto ambiziosa che restituirebbe a Berlusconi una leadership derivante non dal passato, ma da un ruolo politico attuale. La partita è totalmente aperta. È quanto dichiara l’ex deputato Fabrizio Cicchitto di ReL, Riformismo e Libertà dalle pagine del Corriere dell’Umbria.



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