Fabrizio Cicchitto (ReL): Esteri, la politica italiana nel contesto internazionale dopo il voto del 4 marzo

Sempre più nettamente politica economica e politica estera sono intrecciati. Gli andamenti diversi dal previsto della globalizzazione, della finanziarizzazione e della regolamentazione hanno inciso fortemente sugli andamenti economici e sociali producendo nell’Occidente crisi nell’industria manifatturiera, licenziamenti, bassi salari, ineguaglianze, mentre dall’Africa si manifestavano crescenti fenomeni migratori. E’ su questi nodi che la sinistra europea ha perso la sua partita perché negli USA sono stati presidenti democratici a gestire la deregolamentazione e nell’Unione Europea l’SPD e i partiti socialisti del centro-nord a dare il loro consenso alla follia di curare la recessione con l’austerità. Però rispetto a tutto ciò il sovranismo rischia di riportarci agli anni ’30, al razzismo e alle guerre. Per questo l’Unione Europea se non esistesse andrebbe inventata, con ovvie modifiche al suo interno e l’atlantismo fondato sulla convinzione che le democrazie europee e gli Stati Uniti sono legati dalla condivisione di valori umani, tradizioni culturali, interessi mantiene tutta la sua validità. Negli anni ’40 gli USA utilizzarono per primi la scoperta della bomba atomica per affermare la loro egemonia. Da anni invece Putin sta gestendo per primo internet e attraverso di esso ha manipolato le elezioni americane, i referendum di Brexit e della Catalogna, sta destabilizzando l’Europa con particolare riferimento alla Germania, alla Francia e all’Italia, come dimostrano anche i suoi rapporti con la Le Pen, la Lega e in parte il Movimento 5 Stelle, mentre è intervenuto anche con mezzi militari nei confronti dell’Ucraina e della Siria. In questo quadro Trump è un’incognita tutta da scoprire. Se oggi l’Occidente non fa i conti con l’imperialismo di nuovo tipo di Putin è come se negli anni ’30 avesse rinunciato a capire e a fare i conti con il nazismo e lo stalinismo. Così Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Liberta’, ex presidente della Commissione Affari esteri della Camera intervenendo oggi al Convegno “La politica estera dell’Italia dopo le elezioni del 4 marzo” alla
Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio



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