Fondazione CRT e Comunità di San Patrignano portano “Wefree” sul palco delle OGR

Torino – È arrivata a Torino, davanti a duemila studenti, la campagna di prevenzione WeFree del Progetto Diderot della Fondazione CRT, realizzata in collaborazione con la Comunità San Patrignano. Ieri e oggi, il progetto è salito sul palco delle OGR con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani rispetto i pericoli dell’uso di sostanze stupefacenti, promuovere stili di vita consapevoli e sani, e diffondere la visione di un mondo libero dalla droga.

“I cittadini liberi e consapevoli di domani si formano sui banchi di scuola oggi: la Fondazione CRT è convinta che tra i compiti della formazione scolastica vi sia anche quello di educare i ragazzi alla prevenzione e alla consapevolezza dei danni che l’uso di sostanze stupefacenti può provocare, in vista della costruzione del proprio futuro e della scoperta della propria strada – sottolinea il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Il progetto Diderot, che porta in aula occasioni sempre nuove di apprendimento e conoscenza, in oltre dieci anni ha coinvolto 770.000 studenti, tra i 6 e i 20 anni, oltre 37.000 classi, più di 52.000 gli insegnanti, per un impegno complessivo di circa 18 milioni di euro della Fondazione CRT”.

I mille studenti che hanno preso parte alla prima giornata, hanno assistito al format “Ragazzi Permale”, prima assoluta per la nuova formazione composta da Gennaro e Diego, ragazzi al termine del loro percorso di recupero, affiancati dal regista e attore Francesco Apolloni. Un intreccio di storie attraverso il quale raccontano il dramma vissuto e la fatica per riprendere in mano la loro vita. Una storia dallo stesso comune denominatore per Silvia che oggi incontra gli altri mille studenti, portando in scena “Lo Specchio, frammenti di una favola acid@”, assieme al regista e attore Pascal La Delfa, in un format teatrale in cui si alternano musica e monologhi. “I nostri ragazzi metteranno a disposizione degli studenti le loro storie, raccontando non solo i propri errori, ma anche la difficoltà di rialzarsi – spiega Patrizia Russi, responsabile del progetto di prevenzione – Più che spettacoli, si tratta di racconti di esperienze reali che porteranno gli studenti stessi a spogliarsi dei loro dubbi e delle loro paure, raccontandosi a loro volta e riflettendo su quello che è il loro stile di vita”.

La formula degli incontri di WeFree è quella del peer to peer, la comunicazione tra pari, la formula migliore per arrivare a toccare il cuore degli studenti e portarli a riflettere su se stessi e sulle proprie scelte di vita. È proprio con questo approccio che, dal 2002, i ragazzi della comunità portano in tutta Italia le loro testimonianze dirette raggiungendo ogni anno circa 50.000 studenti con il loro messaggio di uno stile di vita positivo e responsabile.



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