Fontana di Camerlata: iniziato lo smontaggio del ponteggio

Applicata l’ultima mano di protettivo sulle superfici, asciugatura tra 48 ore
Como  – L’ultima mano di protettivo sulla fontana di Camerlata è stata applicata  – l’umidità e la pioggia di questi giorni hanno, infatti, ritardato l’asciugatura e rinviato appunto ad oggi la stesura dell’ultima mano – e gli operai hanno quindi cominciato a smontare il ponteggio. Per vedere le superfici “nuove” in condizioni ottimali sarà necessario attendere che si completi il ciclo di asciugatura del prodotto applicato. Per questo motivo nelle prossime 48 ore la fontana potrebbe apparire un po’ ingrigita, rispetto all’effetto finale. Oggi e domani, nel frattempo, proseguiranno gli interventi sulle vasche dove il protettivo sarà applicato la prossima settimana. L’elettricista, sabato, poserà le lampade nelle vasche, quindi dovrà aspettare che tutta l’area sia stata liberata, cosa che avverrà non prima di mercoledì prossimo. Insieme all’elettricista la prossima settimana inizieranno anche i lavori dell’idraulico. Martedì, infine, è stata rimossa la targa commemorativa per i necessari interventi di restauro. La fontana di piazza Camerlata, insieme all’asilo Sant´Elia e al Monumento ai Caduti, è uno degli edifici per i quali l’assessorato all’Edilizia Pubblica, rappresentato da Daniela Gerosa, ha chiesto e ottenuto un finanziamento da Fondazione Cariplo per la conservazione programmata. Il finanziamento copre il 55% delle spese complessive, che ammontano in tutto a 600mila euro e che per la parte restante sono coperte dal Comune. Diagnostica, monitoraggio, interventi conservativi e formazione sono alcune delle linee guida che l´amministrazione perseguirà nell’ambito della conservazione programmata. Il gruppo di lavoro è stato diretto dall’ingegner Antonio Ferro e coordinato dall’architetto Piera Pappalardo. In particolare per quanto riguarda la fontana di piazza Camerlata l’investimento è stato di 100mila euro e i lavori sono durati quattro mesi.

Il monumento La fontana è una complessa costruzione composta da 4 sfere disposte l’una sull’altra ed alternate ad anelli orizzontali; dal bordo di una grande vasca, circolare, molto bassa, le sfere sporgono verso una seconda vasca, più piccola, della quale riprendono virtualmente la circonferenza; un ultimo, più piccolo cerchio, posto in verticale, è sistemato sul bordo della vasca più grande e simmetricamente contrapposto alle sfere e agli anelli. Ad un disegno dalle forme geometriche molto semplici si contrappone una complessità strutturale. L’opera appare in tutto il suo perfetto equilibrio, nonostante i quasi 6 metri di sbalzo degli anelli orizzontali, impilati sull’asse delle sfere che raggiungono l’altezza di 9 metri. Dalle due vasche circolari salgono degli zampilli d’acqua, perché, secondo gli autori, l’acqua in movimento ha qui una funzione complementare, decorativa.

Notizie storiche Alla metà degli anni ‘30, il Comune di Como vuole sistemare lo snodo stradale del piazzale sul quale converge la viabilità proveniente da Milano, Varese, Cantù per confluire in città attraverso la statale dei Giovi. L’obiettivo è visto come un’importante occasione per riqualificare, con un elemento d’interesse artistico, il quartiere di Camerlata. “Opera di decorazione pura, esaltazione di belle forme ottenute con geometrica perfezione…senza pretese di contenuto letterariamente simbolico o di destinazione funzionale” così Cesare Cattaneo e Mario Radice illustravano, nel novembre 1935, il loro progetto per la fontana da erigersi al centro della piazza. La fontana fu costruita provvisoriamente nel Parco Sempione di Milano, in occasione della Triennale del 1936. Durante l’esposizione, la fontana suscitò molto interesse. Nel modello allestito al Parco Sempione, i blocchi di marmo bianco levigato del progetto originale erano stati sostituiti dal cemento. Terminata l’esposizione, la struttura, realizzata dalla ditta Badoni di Lecco, fu smontata e trasportata per essere impiegata nella costruzione definitiva. Per la posa bisognerà aspettare il dopoguerra quando Luigi Zuccoli, eletto consigliere comunale, ne promuoverà l’installazione. La fontana, alla fine, ricostruita completamente, sarà realizzata, per interessamento della famiglia Cattaneo, nel 1962 sotto la supervisione di Radice.
Conservazione programmata Le problematiche conservative del monumento sono quelle tipiche dell´architettura moderna e sono aggravate dalle soluzioni costruttive e tecnologiche adottate e dal contesto ambientale. Il monumento per le sue caratteristiche strutturali e per la natura dei materiali con cui è stato costruito, necessita per la sua conservazione di una serie di azioni mirate e programmate, in quanto la sola manutenzione ordinaria o l´intervento di restauro straordinario, non possono garantire nel tempo la giusta efficacia conservativa. La fontana è stata costruita avvolgendo strati di graniglia di cemento attorno ad una robusta struttura metallica; l’interno degli anelli è vuoto e tale cavità è stata interessata dalla presenza di acqua e dilatazioni termiche legate alle alte/basse temperature. Il traffico, insieme all’inquinamento, è uno degli altri fattori che hanno causato microfessurazioni e distacchi del rivestimento. La definizione delle modalità operative degli interventi ha richiesto studi, indagini e attente valutazioni. La diagnostica ha comportato un rilievo dinamico (attraverso il posizionamento di sensori sugli anelli orizzontali) ed endoscopie, il rilievo e la mappatura delle patologie di degrado e del quadro fessurativo, indagini sulla composizione del rivestimento. La stessa esecuzione dei lavori ha arricchito le analisi. In base alle prime risultanze è emerso che la struttura metallica portante, per quanto interessata da fenomeni di ossidazione, è ancora in grado di assolvere alla sua funzione; il quadro fessurativo del rivestimento è riconducibile ad un diverso comportamento della struttura metallica e del suo rivestimento alle sollecitazioni meccaniche cui gli stessi sono sottoposti: vibrazioni del traffico, vento, dilatazioni termiche; le fessurazioni hanno causato l’infiltrazione di acqua piovana negli anelli e attivato fenomeni di degrado del rivestimento e della struttura metallica; le finiture sono disomogenee per spessore e materiale usato e non è possibile chiarire puntualmente quanto sia riconducibile alle fasi originarie di realizzazione della fontana o a interventi manutentivi successivi; la guaina posata a protezione degli anelli, si presenta distaccata e ridotta; il protettivo idrorepellente applicato nel 2002 non è più efficace e la tinteggiatura è sensibilmente alterata, per colore, consistenza, distacco, dilavamento. Considerata l’umidità riscontrata, si è quindi deciso di modificare la modalità di pulitura e finitura finale inizialmente ipotizzate e di non procedere con la tecnica della idropulitura (che avrebbe comportato l’utilizzo di acqua) ma di procedere con una pulitura mediante microsabbiatura. Il rivestimento, dove distaccatosi, è stato ricostruito con malta cementizia composita, a base di cementi ad alta resistenza, resine, agenti antiritiro, stabilizzanti ed anticorrosivi, con alto valore di resistenza meccanica e deformabilità. Lo strato finale sarà composto da un prodotto, ecologico, che usa la tecnologia a base di cristalli e rende il calcestruzzo repellente ed impermeabile all’acqua e all’umidità. Chiuso il cantiere, una volta all’anno sarà effettuato un sopralluogo ispettivo (con cestello) per rilevare eventuali nuove fessurazioni; attraverso sonde posate all’interno degli anelli e delle sfere, per un anno, ogni giorno verranno rilevati (in remoto) i dati sul microclima interno della fontana per misurare l’efficacia dell’intervento di impermeabilizzazione del rivestimento ed effettuare le misurazioni di eventuali fenomeni di condensa; per rimuovere i depositi legati all’inquinamento una volta all’anno sarà effettuato un ciclo di idropulitura; per l’impianto della fontana è stato attivato un contratto di manutenzione programmata della durata di 1 anno che prevede controlli, puliture, ispezioni e trattamenti dell’acqua e delle apparecchiature; per l’impianto di illuminazione, risistemato, è stata prevista un’ispezione all’anno e la sostituzione a guasto delle lampadine. La fontana è stata sottoposta a interventi di restauro nel 1977, nel 1985, nel 1994 e nel 2001; quello eseguito quest’anno è il primo ad aver previsto anche una diagnostica sul comportamento strutturale della fontana, comprensiva di indagini all’interno del monumento.



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