Foscarino: la purezza della selezione

Il “green cru” di Cantina di Monteforte celebra la settima edizione del premio Grappolo d’Oro Clivus, in programma questo venerdì 10 giugno al Palazzo Vescovile di Monteforte
Monteforte d’Alpone, Verona – Il Soave Classico Foscarino sarà il vino protagonista alla cena di gala che seguirà la consegna del premio Grappolo d’Oro Clivus – venerdì 10 giugno nel chiostro del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone – che quest’anno sarà consegnato a Maurizio Belpietro, già direttore di Libero.
Purezza nella vinificazione del Soave Classico Foscarino, presentato in anteprima lo scorso Vinitaly, ma anche purezza nei vigneti che ospitano i filari di garganega e che, grazie ad una attenta e mirata cura, producono uve di eccelsa qualità senza l’utilizzo di prodotti chimici.
Le uve destinate al Soave Classico Foscarino provengono dal Monte Foscarino, cru appartenente alle vigne storiche del Soave: qui Cantina di Monteforte ha scelto di impiegare unicamente lotta integrata, confusione sessuale e tecniche a basso impatto ambientale.
Il Soave Classico Foscarino rappresenta un’eccellenza nell’eccellenza: una selezione di 40.000 bottiglie destinate solo ai migliori ristoranti italiani ma soprattutto stranieri.
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino chiaro, mentre al naso si colgono note floreali di acacia e fiori bianchi. In bocca è minerale, fresco e sapido, non eccessivamente corposo.
Cantina di Monteforte è la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment. Attraverso questo metodo, denominato progetto Etichetta Verde, ci si propone di calcolare l’incidenza sull’ambiente di tutte le fasi lavorative all’interno della filiera vinicola, dall’impianto del vigneto fino alle ditte che producono bottiglie, dalla lavorazione in cantina alla movimentazione delle merci fino al consumatore finale.
Una sorta di “curriculum” del produttore virtuoso tutto riassunto su un’etichetta, che comprende tre classi di monitoraggio: aria, acqua, suolo.
Etichetta verde mette infatti in evidenza il livello di sostenibilità della cantina nei tre ambiti d’analisi e nello stesso tempo permette di valutare un indice globale dei tre parametri che dà così un quadro immediato di quanto quel prodotto sia costato in termini di inquinamento ambientale.
Il progetto risponde ad una precisa scelta etica dal notevole riscontro pratico: questo sistema d’analisi permette di calcolare l’impatto sull’ambiente delle bottiglie in qualsiasi luogo del mondo tali bottiglie vengano consumate.
«Ci piace pensare che qualità nel vino oggi – evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – sia anche sinonimo di produzioni a basso impatto ambientale. Proprio per questo da diversi anni la nostra azienda si è impegnata in progetti produttivi che garantiscono integrità e salubrità del vigneto. Un’attenzione particolare che tra l’altro è sempre più richiesta e premiata dallo stesso consumatore, ormai evoluto e consapevole».



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