Gandi: “Il diritto di culto non può essere negato, ma atti di prevaricazione non possono essere permessi né concepiti”

BERGAMO – “Il diritto di culto non può essere negato a meno che non si voglia sovvertire la Costituzione vigente. Al tempo stesso, atti di prevaricazione e di arroganza non possono essere permessi né concepiti”: commenta così Sergio Gandi l’episodio avvenuto in via Cenisio.
“Il rispetto delle regole – continua Gandi – sta a cuore prima di tutto a questa Amministrazione che sin dal suo arrivo ne ha fatto un riferimento ineludibile. Ci sono regole complesse da far rispettare perché attengono a diritti che la Costituzione garantisce (il diritto di culto) e hanno a che fare con questioni delicatissime di ordine pubblico che non possono prescindere da un rapporto costante, continuativo e stretto con Prefettura, Questura e forze dell’ordine, con cui l’Amministrazione si è costantemente tenuta in contatto, concordando ogni passaggio.”
“Il disagio dei residenti e di tutti i cittadini, di fronte a fatti gravi come quelli odierni, va affrontato con equilibrio e non con gli slogan di qualche partito alla facile ricerca di consensi. A meno che non si voglia rischiare di generare effetti peggiori dei fatti che si vogliono reprimere. Il diritto di culto non può essere negato a meno che non si voglia sovvertire la Costituzione vigente. Al tempo stesso, – prosegue Gandi – atti di prevaricazione e di arroganza non possono essere permessi né concepiti. Non è un caso che l’Amministrazione comunale abbia riaffermato questi concetti nell’ordinanza adottata qualche giorno fa.
È molto semplice: nessuno deve pregare per strada e nessuno può permettersi di violare la proprietà altrui o di compiere atti di violenza pensando di essere assolto dalle leggi vigenti e dagli obblighi che tutti i cittadini rispettano. La magistratura, insieme alle forze dell’ordine, sta vagliando i comportamenti posti in essere oggi e adottando i provvedimenti conseguenti. Per prima l’Amministrazione ha interesse che le decisioni delle autorità competenti siano improntate al massimo rigore. Certamente, aggrava la situazione il fatto che una legge fatta dalla Regione Lombardia costringa queste comunità all’abusivismo ed all’esasperazione.”
“Chiudere al dialogo tout court anche nei confronti di chi si è sempre ben comportato non ha alcun senso. I responsabili vanno perseguiti, ma il dialogo non può interrompersi. Anche perché da domani i problemi sul tappeto rimangono gli stessi, gli stessi lasciati irrisolti – come molti altri che abbiamo ereditato – dalla Giunta Tentorio che ci ha preceduto. Che – conclude Gandi – di fronte a questi fenomeni non ha mosso un dito.”



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi