Gli affreschi dell’Oratorio della Confraternita del SS. nome di Gesù (Cottolengo) a Lemie

Pii e devoti uomini e donne della piccola comunità di Lemie in Val di Viù (TO), nel 1546 – probabilmente dopo aver raccolto i fondi con una sottoscrizione popolare – fecero affrescare la volta e botte, le pareti laterali e lo sfondo di un piccolo oratorio esistente. Si fecero ritrarre essi stessi – uomini a destra e donne a sinistra, ognuno vestito con abiti propri del suo ceto – inginocchiati a pregare la Vergine che ha un piccolo Gesù in braccio. Gli uomini sono presentati a Maria da san Giuseppe e san Giovanni Battista; le donne da san Michele e san Sebastiano. Tutto questo è posto sulla parete di fondo a lunetta, sopra e dietro l’altare.

Sulla parete destra della volta, invece, è raffigurata la Natività e l’adorazione dei Magi con i loro curati ed eleganti abiti da sovrani, su quella di sinistra la Pietà/Deposizione e l’Assunzione al cielo di Maria che, pur nella ristrettezza dello spazio, l’autore degli affreschi è riuscito col colore ed una “mandorla di luce arcobalenica” ad esaltarne la raffigurazione.

Ad una libera lettura di questa scena appaiono alcuni strani particolari, in basso, ai suoi piedi: vi si trova un piano/bara (!?) su cui si presumono vedere 12 ostie/pani e solo 10/11 uomini (santi, apostoli…) con l’aureola.

Nell’intero ciclo degli affreschi è possibile inoltre sottolineare, almeno, altri tre interessanti particolari: un bue ed un asinello che sbirciano attraverso una finestrella e sembrano discutere tra loro, un uomo ed una donna che osservano la scena da un’altra apertura sulla parete con aria dolce e pietosa, ed un giovane san Bernardino di Mentone con la mano e le dita benedicenti o ammonitrici, posto sotto l’arco a sinistra.

Claudio Bertolotto della Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici Regionali (uno dei curatori del restauro avvenuto nel maggio 2009 con il contributo della Fondazione San Paolo) fa risalire l’ispirazione di queste scene della Natività e dell’Adorazione dei Magi a modelli iconografici di Martino Spanzotti e Defendente Ferrari che furono a loro volta divulgati in Piemonte dal pittore Jacobino Longo, cosa che pare essere nota al pittore di Lemie.

L’interessante di questa visita è che l’Oratorio si trova rispetto alla case del paese su di un piccolo pianoro di fronte alla Parrocchiale; allora, se ci si gira verso l’abitato questo offre una vista all’alto su un bel panorama di vicoletti e di tetti formati con le lose che porta il dito subito sulla macchina fotografica.

Consigliamo una eventuale visita a questo sito con l’abbinamento alla Chiesa Parrocchiale (‘800, se la trovate aperta…) e, soprattutto, alla chiesetta dedicata a san Giulio (ma dentro c’è un discretamente grande affresco di san Giorgio che uccide il drago…) che si trova qualche chilometro più in basso. E magari, perché no! un pranzetto che l’aria fine di mezza montagna da queste parti porta e spinge a consumare… Il tutto prenotando la visita in Comune (tel: 0123/60.222).

Il nostro gruppetto nella visita ha trovato la gentile e disponibile volontaria Marisa Bellotto che ha accompagnato condendo il culturale della lettura delle schede informative con quattro gradevoli chiacchiere di varia umanità, e che pubblicamente ringraziamo.

Sabato 18 luglio, infine, è stato presentato a Lemie l’ottimo ed esaustivo libro (a cui ci siamo ispirati per questo articolo, integrandolo con annotazioni personali apprese durante la visita) – che consigliamo di leggere come abbiamo fatto noi sui “Cicli degli affreschi a Lemie: presenze pittoriche Rinascimentali nella Valli di Lanzo” di Claudio Bertolotto e Gian Giorgio Massara edito dalla Società Storica delle Valli di Lanzo (volume n. CXXIX) .

Il volume è disponibile presso la Biblioteca Civica di Lanzo Torinese tel: 0123/29.331.
La foto degli affreschi fa parte dall’archivio personale dell’autore di questo articolo.
Franco Cortese Notizie in un click luglio 2015



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