“Gli spazi appartengono alla collettività e la collettvità deve usarli”

Spazi sociali: fabBENE propone un nuovo modello di gestione basato sull’utilizzo collettivo
“Gli spazi appartengono alla collettività e la collettvità deve usarli”.
La candidata sindaco della lista fabBENE, Federica De Nigris, interviene così sul dibattito relativo agli spazi sociali.
“Dobbiamo avviare anche a Benevento un modello di gestione collettiva degli spazi sociali- continua De Nigris-, un modello fondato sull’istituto giuridico degli usi civici collettivi urbani”.
FabBENE propone di superare il vecchio modello dell’affidamento alla singola associazione, in favore di uno basato sulla fruizione collettiva degli spazi “Invece di assegnare un immobile in comodato o in locazione ad un singolo operatore- continua De Nigris, l’amministrazione ne dichiara “l’uso civico colllettivo urbano”: in questo modo ciascun operatore sarà libero di usufruirne, secondo le modalità stabilite in un regolamento di utilizzo e gestione scritto dalla stessa cittadinanza”.
“Il modello degli usi civici permetterà, così, da un lato, di sottrarre beni pubblici alla dismissione , dall’altro, di produrre riflessi positivi per la riqualificazione del territorio, sul turismo, sull’organizzazione di eventi pubblici”, prosegue Laura Racchi, candidata al Consiglio Comunale per fabBENE. “Grazie al viatico dell’art. 24 del c.d. decreto Sblocca Italia, il quale estende il campo delle iniziative di cittadinanza attiva al riuso e al recupero dei beni immobili, sarà possibile una concreta attuazione di tale modello per lo svolgimento di molteplici attività di interesse collettivo”
Il tutto con vantaggi economici per le casse del Comune. ” La nostra proposta non contrasta neanche con la necessità di mettere a reddito gli immobili comunali, proseguono De Nigris e Racchi. “Si perseguono obiettivi di interesse comune (come la promozione di eventi culturali o politiche di incentivazione della piccola impresa), con minore esborso per le casse comunali, mediante il coinvolgimento delle energie e della progettualità di attori privati. Gli operatori privati, a propria volta, possono avvalersi di un sistema che, mettendo in rete disparate esperienze e offrendo infrastrutture e mezzi di produzione, agevola la realizzazione delle progettualità e favorisce l’iniziativa economica”
Insomma,un modello di gestione sicuramente nuovo, ma non del tutto inedito.
“Questa proposta nasce da una riflessione iniziata nel laboratorio politico di cui fabBENE è espressione,- concludono De Nigris e Racchi- e proseguita in un incontro svoltosi nella sede del nostro comitato elettorale, al quale sono intervenuti il Dott. Giuseppe Micciarelli, studioso di beni comuni e processi partecipativi dell’Università di Salerno, e l’Avv. Margherita D’Andrea esperta di diritto internazionale e dell’immigrazione ed attivista del movimento dei lavoratori dell’arte, della cultura e dello spettacolo. I due esperti ci hanno illustrato le varie realtà in cui questo modello di gestione ha trovato attuazione, a partire da quella napoletana, Ecco,mentre qualche candidato sindaco ha dichiarato molto genericamente di guardare al modello napoletano, noi quel modello lo abbiamo studiato e lo abbiamo anche tradotto in una proposta concreta e fattibile”.



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