GRANDE SUCCESSO PER MARCELLO LO GIUDICE: ALL’OPERA GALLERY DI NEW YORK COLORE E MATERIA MADE IN ITALY

Nei giorni scorsi ha inaugurato nella sede newyorchese di Opera Gallery la personale di Marcello Lo Giudice, “Eden, pianeti lontani”, che prosegue fino al 15 giugno. Presenti al vernissage, tra gli altri, anche il Principe Alberto II di Monaco e Nabila Khashoggi, artista e figlia del defunto sceicco. Lo Giudice ha presentato ai numerosi presenti i suoi lavori più famosi e recenti, ovvero una serie di pitture monocromatiche in cui la materia e la luce si fondono per creare remoti paesaggi geologici, preistorici e ultraterreni. Questa esposizione è un riconoscimento importante per l’intero made in Italy: maggio è il mese in cui la Big Apple è al centro dell’attenzione internazionale nel mondo dell’arte

E’ uno degli artisti italiani contemporanei più quotati del mondo, ma raramente lo si può ammirare in patria. I suoi lavori vanno a ruba, ha collezionisti disseminati in tutte le parti del globo e nelle aste internazionali decuplica le stime: in questi giorni Marcello Lo Giudice (Taormina, 1957) – definito da Pierre Restany “pittore tellurico” proprio per il suo legame viscerale con la materia – è presente con una mostra personale nella sede newyorchese di Opera Gallery. Al vernissage di “Eden, pianeti lontani”, che si è svolto nei giorni scorsi, hanno partecipato in numerosi: collezionisti, artisti internazionali, critici d’arte, ambasciatori e imprenditori dell’alta finanza, oltre a vere e proprie celebrities come, tra le altre, il Principe Alberto II di Monaco, collezionista e grande amico di Lo Giudice e Nabila Khashoggi, artista e figlia del defunto sceicco che è stato l’uomo più ricco del mondo. La mostra ha inaugurato in un periodo dell’anno in cui la Big Apple è sotto i riflettori del mondo dell’arte internazionale. Le grandi aste di Christie’s e Sotheby’s vendono, nel maggio newyorchese, opere per circa 2 miliardi di dollari; inoltre l’indotto di mostre, aste e fiere, porta nella primavera newyorchese un livello di presenze di collezionisti e investitori di altissimo calibro.

Prima di Lo Giudice – oggi considerato uno degli artisti di punta del neoinformale europeo – Opera Gallery aveva scelto di esibire i più grandi artisti contemporanei cinesi con la mostra “Made in Asia” (sino allo scorso 27 marzo). Ma per il periodo più infuocato della Grande Mela ha preferito un artista italiano come Marcello Lo Giudice, che negli ultimi anni sta catalizzando l’attenzione sul mercato anche delle vendite all’asta, con valori medi per le sue opere partiti da 10 mila dollari ma ora vicini ai 100 mila. Secondo Artprice, $100 investiti nel 2004 in un quadro di Marcello Lo Giudice, equivalgono oggi a circa $296, con una rivalutazione che supera il 196%.

Nella mostra di New York, sono esposti dipinti recenti, creati per l’occasione dall’artista, della serie degli “Eden”, conosciuta a livello internazionale ed esposta in tre musei prestigiosi come il Russian State Museum di San Pietroburgo, il Maxxidi Roma ed Ekaterina Foundationdi Mosca.

In queste opere, realizzate con oli e pigmenti puri su tela, il metamorfismo della materia e l’energia della luce si fondono per creare remoti paesaggi geologici, puri e incontaminati come a rappresentare, appunto, la purezza dei paradisi terrestri o dei pianeti lontani. Occorre partire proprio dalla terraper seguire il percorso di Lo Giudice, laureato in Geologia a Bologna e poi approdato all’Accademia delle Belle arti di Venezia, che porta le suggestioni della natura nella sua arte.Le sue grandi tele si aprono come finestre su mondi paralleli, pianeti lontani appunto,e la mostra mette in risalto l’amore per il pianeta Terra e per i suoi giganti naturali, sottolineando la strenua lotta condotta dall’artista per la salvaguardia dell’ambiente.



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