“I Poliziotti sono senza diritti. La vergogna di 15 anni fa prosegue”

G8, a Genova il Questore vieta la manifestazione annunciata dal Coisp fin da tre anni fa e fino ai giorni scorsi perché “non c’è possibilità di mediare con il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus”. Maccari: “I Poliziotti sono senza diritti. La vergogna di 15 anni fa prosegue”.
GENOVA – “Anno dopo anno a Genova si perpetua il disconoscimento categorico dei diritti basilari in capo ai Poliziotti. A Genova, proprio come accadde 15 anni fa, ancora oggi i diritti dei Poliziotti non valgono nulla, possono essere ignorati, calpestati, il loro soddisfacimento addirittura vietato. Ancora una volta, l’ennesima, a Genova i Poliziotti non hanno diritto di parola, di espressione, di manifestazione. La nostra iniziativa (ben nota alle autorità fin da tre anni fa!) etichettata addirittura come ‘provocatoria’ e considerata motivo di pericolo. Siamo Poliziotti e l’indignazione nel vedere tutto questo, a fronte della consueta viltà delle Istituzioni per la paura di suscitare la ritorsione dei soliti radical chic nemici giurati delle Forze dell’Ordine per le quali nutrono solo intolleranza e astio, ci fanno veramente provare un senso di forte vergogna… la stessa che suscita ogni esaltazione e ogni celebrazione della memoria di chi ha violato coscientemente la legge attentando alla vita di un Servitore dello Stato. Sì, a Genova la vergogna si perpetua”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così il provvedimento con il quale il Questore di Genova ha vietato lo svolgimento dell’iniziativa del Coisp “L’estintore quale strumento di pace”, annunciata fin da tre anni fa e ancora negli scorsi giorni, che si doveva tenere il giorno 20 luglio in Piazza Alimonda in occasione del 15° anniversario dei drammatici fatti del G8 del 2001, cui avrebbe dovuto presenziare anche Mario Placanica,       l’allora giovane carabiniere dalla cui arma partì il colpo che uccise Carlo Giuliani mentre questi, assieme ad altri no global, lo stava aggredendo facendogli temere per la propria vita, come ricostruito in tutte le numerose sentenze giudiziarie che hanno sempre riconosciuto a Placanica la legittima difesa.
A distanza di pochi giorni dall’ultima comunicazione pubblica con la quale il Coisp ha presentato la manifestazione per il giorno 20, preannunciata alle Autorità nel lontano 2013, dal Questore è però arrivato l’alt forzato “preso atto – si legge fra l’altro nel provvedimento – che il sig. Giuliano Giuliani, con rituale preavviso in data 8 giugno 2015 ha comunicato l’intenzione di organizzare, per il 15° anno consecutivo, nella giornata del 20 luglio 2016, dalle ore 14 alle ore 21,in Piazza Alimonda un’iniziativa pubblica di commemorazione della morte del figlio….. ritenuto che le diverse iniziative pubbliche (di Giuliani e del Coisp, ndr) risultano incompatibili sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica… valutato che nel doveroso bilanciamento degli interessi rappresentati non pare residuare possibilità di mediare con il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus una località o giornata diversa … valutato che è emerso come l’iniziativa del Coisp venga percepita dagli aderenti al Comitato come una chiara provocazione … vieta per i motivi di ordine pubblico lo svolgimento dell’iniziativa “L’estintore quale strumento di pace”.  
“Tutto chiaro, no – analizza Maccari -: Giuliani lamenta che la nostra iniziativa lo spaventa,  che è provocatoria perché noi siamo brutti e cattivi, dice che la piazza la vuole lui anche se l’ha chiesta dopo di noi, che non intende spostare né giorno né ora della sua manifestazione perché lui ha più ragione, perché quello che deve dire lui è più importante, e perché i suoi diritti valgono di più,  e gli si da prontamente ragione per paura delle ovvie reazioni politiche di fronte alla corretta risposta che sarebbe stata: il Coisp ha annunciato l’iniziativa prima, ha il diritto di farla e la farà!
Ecco esattamente lo stesso modo di ragionare di cui è rimasto vittima il figlio di Giuliano Giuliani: quello che sostengo io è più giusto e quindi te lo impongo, e quindi non mi si può impedire di dirlo, costi quel che costi, e quindi io faccio come mi pare, dove mi pare e con la maniera che mi pare, e dei diritti altrui, delle idee altrui, delle stesse leggi che mi vietano questo e quello chi se ne infischia! E di te povero stupido carabiniere che osi metterti in mezzo chi se ne infischia, muori e levati dai piedi!”.
“E’ davvero svilente – conclude Maccari – osservare che davvero in questi 15 anni ciò che non è affatto cambiato è l’atteggiamento di preclusione e compressione dei diritti dei Poliziotti. La Polizia è molto cambiata e migliorata, ha fatto autocritica e analisi che hanno portato ad un servizio ancora migliore a cui non fa da contraltare alcun minimo senso di rispetto per gli uomini e le donne che vestono la divisa, e che continuano a sottostare a ordini ed a svolgere il loro dovere mentre alcuni non fanno altro che vederli come nemici giurati. Ma quel che è peggio… queste persone assolutamente insensate vengono assecondate per paura che la verità possa alimentare la polemica senza fine che quel maledetto G8 portò con sé. Ma la verità resta che le vittime della violenza cieca in quel drammatico 2001 furono anche e soprattutto gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine”. 



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