Il sindaco sul lungolago: garantire l’interesse della città

Lucini: Poco mi interessa tutelare la mia immagine, bisogna risolvere questione per Como
“Il primo dato consolidato è che nel 2012 non si poteva girare la chiave e far ripartire i lavori. Il progetto aveva delle lacune e dal punto di vista tecnico la strada da noi intrapresa è giusta tant’è che è confermata la fondatezza, correttezza e necessità dei contenuti tecnici da noi apportati. Politicamente sarebbe stato forse più facile azzerare tutto e ripartire da zero ma nell’interesse della città non sarebbe stata la scelta giusta. Azzerare tutto avrebbe, infatti, comportato un aumento di costi e tempi. A parità di scelte, legittime, era ed è nell’interesse pubblico individuare un percorso per proseguire”. A conclusione dell’attività istruttoria dell’Autorità nazionale anti-corruzione avviata sul cantiere del lungolago – l’ente ha trasmesso al Comune la comunicazione sulle risultanze – questa mattina a Palazzo Cernezzi il sindaco di Como Mario Lucini, insieme alla giunta e ad alcuni consiglieri comunali, ha incontrato la stampa. La relazione muove rilievi critici sulla progettazione originaria e sulle conseguenti soluzioni giuridico-amministrative prospettate dalla perizia di variante. “Con i “se” e i “ma” è sempre facile fare tutto – prosegue il primo cittadino – Il lungolago è il mio primo pensiero, ogni giorno e quello che ho messo davanti a tutto è sempre stato l’interesse collettivo e pubblico. Non mi scoraggia questo ulteriore scoglio. A me interessa risolvere la questione per la città; non mi interessano le medaglie politiche e poco mi interessa tutelare la mia immagine di sindaco. Ho la responsabilità di risolvere il problema e non di buttare a mare tutto quanto. Non sarei mai partito con questo cantiere ma sento la responsabilità di arrivare ad una soluzione”. In particolare rispetto all’ipotesi di chiudere il rapporto con Sacaim e indire una nuova gara, Lucini ha sottolineato come questo avrebbe comportato e comporterebbe un aumento dei prezzi e dei tempi. “Mandare a casa Sacaim voleva e vuol dire, bandire una nuova gara con prezzi tutti da aggiornare, aprire contenziosi con l’impresa ma anche con la Corte dei Conti e la stessa Anac”. Il Comune potrà ora presentare istanza di audizione di fronte al Consiglio dell’Anac e per la presentazione delle controdeduzioni avrà 40 giorni di tempo. “La perizia di variante è stata inviata prima della sua approvazione e quindi ci sono i margini per correggere il provvedimento e legittimarlo. Incontreremo a breve la Regione e insieme si valuterà il percorso giusto per arrivare ad approvare una perizia di variante legittima”. E a proposito di Regione, Lucini ha già sentito il presidente Roberto Maroni: “Ci siamo sentiti per telefono e abbiamo condiviso l’esigenza di continuare a lavorare per trovare una soluzione. Purtroppo raddrizzare una cosa storta è complicato, da noi, in Italia, ancora di più”.



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