Il valzer delle polemiche. Vittorio Sgarbi si dimette da assessore ai Beni Culturali in Sicilia

L’ha detto – tante, tantissime volte – e stavolta l’ha fatto. Vittorio Sgarbi si è dimesso dalla carica di assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia, dopo mesi di tira e molla, incontri, scontri, annunci e sfoghi che hanno costellato il suo breve assessorato siculo. È stato lo stesso critico d’arte ferrarese a darne notizia alla stampa durante l’inaugurazione della mostra Sicilië, pittura fiamminga, presso Palazzo dei Normanni a Palermo. Sembrerebbe terminare così, quindi, per Vittorio Sgarbi la sua esperienza di assessore in Sicilia, caratterizzata dai misunderstanding con il governatore Nello Musumeci ma soprattutto dalle infuocate polemiche con il Movimento Cinque Stelle. “Consegno oggi la lettera di dimissioni al mio capo di gabinetto, non voglio avere alcun rapporto con Musumeci”, ha dichiarato Sgarbi. “Darò le consegne a Sebastiano Tusa, il nome del mio successore che ho concordato con Gianfranco Miccichè (presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, N.d.R.), entro Pasqua. Spero sia lui ovviamente il nuovo assessore ai Beni culturali”.
Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi
LE VICENDE: DALLE POLEMICHE CON IL M5S…

In occasione delle elezioni regionali dello scorso novembre, Sgarbi aveva presentato e poi ritirato la sua candidatura a presidente della Regione Sicilia, per schierarsi con il candidato di centrodestra Nello Musumeci, eletto poi governatore della Sicilia. Al critico d’arte viene quindi affidato l’assessorato ai Beni Culturali, ma con un patto: in caso di vittoria del centrodestra alle elezioni politiche, Sgarbi avrebbe lasciato l’assessorato per ricoprire l’eventuale carica di Ministro ai Beni Culturali. “Se a Forza Italia verrà attribuita la casella ai Beni Culturali, io teoricamente tra aprile e maggio potrei fare il Ministro. Questa è l’unica condizione indicata da Musumeci perché io me ne vada. Se divento senatore scelgo di fare l’assessore in Sicilia”, aveva dichiarato il critico subito dopo la sua nomina siciliana. Ma di lì a breve si sarebbero susseguite una lunga serie di polemiche e conflitti che avrebbero incrinato i rapporti tra Sgarbi e Musumeci. A partire dalla mozione di censura nei confronti del critico presentata dal M5s, per via dei videomessaggi che Sgarbi ha girato all’interno di una toilette indirizzati proprio ai pentastellati, che hanno così richiamato l’attenzione di Musumeci affinché provvedesse “senza indugio alla rimozione immediata e alla sostituzione dell’assessore”. Alla mozione di censura è seguita poi una petizione su Change.org per la revoca di Vittorio Sgarbi dall’incarico di assessore, ottenendo dopo pochi giorni oltre 40mila firme.
…ALLE DIMISSIONI

Dopo una lunga serie di “mi dimetto” e “non mi dimetto”, solo oggi Sgarbi sembrerebbe aver preso una decisione definitiva, comunicando ufficialmente le sue dimissioni in occasione dell’inaugurazione della mostra sull’arte fiamminga a Palazzo dei Normanni. Solo pochi giorni fa, durante l’opening della mostra su Francesco Laurana, Antonello da Messina e Steve McCurry a Palazzo Abatellis, il critico dichiarava: “il patto era che ‘me ne vado se divento ministro’ è diventato ‘te ne devi andare perché sei diventato deputato’”, facendo riferimento alla sua elezione a deputato alle Politiche del 4 marzo. “Avessi potuto scegliere, magari avrei optato per rimanere assessore qui, invece hanno deciso che in quanto deputato me ne devo andare. Tra la figura di deputato e quella di assessore avrei preferito rimanere assessore. A quello che ho capito però devo lasciare il posto a qualcuno che sarà siciliano e sarà di un partito, nella prospettiva reale che non farò il ministro sono stato sostanzialmente cacciato. Se è colpa delle polemiche con i Cinque Stelle? Non lo so”. Ma con le dichiarazioni di oggi, ogni dubbio sembrerebbe fugato: è Sgarbi a dimettersi e inoltre annuncia la rottura definitiva con Musumeci. “Ho chiuso ogni rapporto politico e umano con Musumeci”, ha affermato il critico. “I patti con lui erano diversi, mi sarei dovuto dimettere solo se avessi fatto il ministro e comunque potevo restare in carica ancora per altre settimane. Ho mandato al governatore numerosi messaggi, nelle ultime ore, per farlo incontrare a Palermo con Guido Roberto Vitale, l’avvocato d’affari interessato a finanziare il Tempio G di Selinunte. Musumeci non ha mai risposto. Gli ho scritto che la sua maleducazione rimarrà nella mia memoria”. Ma non è detto che tra qualche giorno non possa esserci un nuovo colpo di scena…

– Desirée Maida



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