Immigrazione, a Eraclea i richiedenti asilo gettano a terra i vassoi con il pasto distribuito loro per protesta

Il Coisp: “Cibo negato ai veri poveri che fra le loro sofferenze devono annoverare anche questa insopportabile ingiustizia!”

Eraclea (VE) – “Nuovamente chiamati a intervenire per sedare una rivolta messa in atto da clandestini che, se possibile, è stata anche più assurda delle altre cui abbiamo assistito centinaia e centinaia di volte. Normalmente, infatti, ci troviamo di fronte a persone che violano palesemente la legge, che ci aggrediscono, che ci insultano, che spaccano tutto, che mettono a ferro e fuoco le strutture in cui si trovano, ben consci del loro comportamento completamente fuori dalle regole oltre che assolutamente vergognoso e non concepibile per chi ha veramente bisogno di aiuto e, ricevendolo, non sfodera certamente tanta arroganza e tanta mancanza di rispetto. Ma ad Eraclea l’immagine di quei vassoi colmi di cibo gettati in terra ha materializzato come nessuna fino ad oggi la sostanziale gravissima ingiustizia cui assistiamo attoniti, senza che nessuno si decida a intervenire seriamente per far cessare questo abominio che è diventato il business della gestione dei clandestini, mentre in tanti muoiono veramente di fame in ciascuna delle città italiane soffocate dalla crisi e dall’incuria”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così quanto avvenuto al residence Mimose di Eraclea (Venezia), dove, all’ora di cena, i profughi hanno dato vita a una forte protesta lanciando in strada i vassoi con il cibo, e lamentandosi con urla di rabbia per il trattamento riservato loro, tanto che è stato necessario l’intervento della Polizia per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.

Una delle tante proteste che si sovrappongono e si rincorrono da una città all’altra. Ed infatti, nelle stesse ore, ad Este, trenta immigrati ospiti di una comunità hanno bloccato la strada regionale 10 chiedendo pasti caldi ed ambienti più confortevoli in cui essere ospitati, causando lunghe code di auto e gravi disagi alla circolazione.

“Fra i tanti che arrivano in Italia senza avere il diritto di asilo, e quelli che sono palesemente e concretamente dediti alla delinquenza se non peggio – si infuria Maccari -, e gli sprechi e gli sforzi immani che la gestione di tutto ciò implica per il Paese (leggi per le Forze dell’Ordine), non osiamo pensare cosa possano provare i veri poveri cui è stato negato quel cibo sdegnosamente buttato via. Gente che davvero vive nella disperazione, e che fra le tante sofferenze deve sopportare anche questa insopportabile ingiustizia. Gente che conosciamo, persone che magari siamo costretti a denunciare perché tentano di procurarsi qualche tozzo di pane sottraendolo dove riescono, salvo poi fare la colletta per far loro la spesa prima di mandarli a casa una volta espletato il nostro lavoro. Un lavoro che poi, magari, ci porta ad assistere a scene vergognose come quella di Eraclea, dovendo accorrere per evitare guai peggiori, ma senza che possiamo realmente fare nulla di fronte a situazioni frutto di scelte scellerate, di superficialità, di incompetenza, di menefreghismo, di pura apparenza ipocrita di chi parla di solidarietà negando aiuto a chi ne ha davvero bisogno e lasciando che chi non ne ha, ma anzi lucra e sfrutta la situazione, abbia ciò che spetterebbe ad altri e lo getti anche via”.



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