In Basilicata, controlli ambientali e sanità fanno rima con approssimazione e precarietà

Tutela ambientale e diritto alla salute sacrificati sull’altare del profitto e degli interessi economici, in particolare, delle multinazionali: è ormai evidente che il governo regionale e nazionale stanno da decenni applicando in Basilicata un agghiacciante modello di darwinismo sociale che mortifica lavoratori e famiglie, stretti nella morsa asfissiante della precarietà, del ricatto occupazionale e del clientelismo.
E’ ormai vergognosa abitudine della Regione Basilicata il ricorso, su larga scala, all’utilizzo di lavoratori c.d. “interinali” (somministrazione lavoro) negli ambiti più disparati: si è iniziato con l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente (ARPAB) per arrivare alle c.d. “aziende” del servizio sanitario nazionale e ad alcuni dipartimenti della Regione Basilicata.
Come evidenziato da “Il Fatto Quotidiano”, si tratta di ambiti delicatissimi, che incidono direttamente sulla salute e sul benessere dei cittadini. Con il pretesto dell’urgenza o del blocco del turnover nelle assunzioni, la Stazione Unica Appaltante della Regione Basilicata (SUA-RB) ha bandito due gare per l’affidamento del “servizio di somministrazione di lavoro temporaneo”: la prima, di durata triennale, per 7.541.082,33 euro, IVA esclusa; la seconda, suddivisa in ben 5 lotti, per un importo stimato pari a 45.500.000,00, sempre esclusa IVA, della durata di 4 anni. Ci sono in ballo oltre 53 milioni di euro che potevano e dovevano essere spesi per assumere tramite pubblico concorso, e senza l’intermediazione di agenzie di lavoro private, con contratti di lavoro a tempo determinato che potevano portare, sempre nel rispetto della legge e con procedure ad evidenza pubblica, alla eventuale stabilizzazione dei lavoratori interessati. Su questi aspetti e sulla legittimità di tali gare il Movimento 5 Stelle Basilicata ha avuto modo di richiedere chiarimenti già diverse settimane fa, con ben due articolate interrogazioni: la prima sulle anomalie nel ricorso massivo al lavoro interinale da parte di ARPAB; la seconda sulle distonie normative della gara per la somministrazione di lavoro temporaneo per le Aziende del SSR e la Regione Basilicata. Le risposte ricevute, sino a questo momento solo sulla seconda interrogazione, sono parse evasive e molto poco convincenti.
Sempre in merito a queste due procedure, nelle ultime settimane abbiamo raccolto numerose segnalazioni dai diretti interessati che lamentano esclusioni assolutamente ingiustificate dalle selezioni e dalle graduatorie. Doglianze che sono state confermate anche in sede di audizione, nella competente Commissione regionale, e che alimentano ulteriori dubbi e perplessità sulle procedure seguite e sui criteri adottati per la scelta dei lavoratori.
Nelle more di ulteriori approfondimenti in merito, una cosa è chiara: il ricorso al lavoro temporaneo e interinale appare eccessivo e ingiustificato. I contratti di somministrazione lavoro nelle pubbliche amministrazioni, come nel privato, portano spesso ad uno svilimento del lavoro e alla mortificazione delle legittime aspettative dei lavoratori in generale, selezionati con criteri sideralmente lontani dal rispetto dei diritti e dalla autentica valutazione e valorizzazione del merito.



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