Insieme per la legalità, intesa Regione e Prefetture contro le infiltrazioni mafiose

Nuove e potenziate misure per prevenire e contrastare i tentativi di infiltrazione criminale e mafiosa negli appalti, nelle concessioni di lavori pubblici, servizi e forniture ma anche nell’attività urbanistica ed edilizia.

È questo quanto contenuto nel Protocollo d’intesa per la prevenzione e la repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa nel settore degli appalti e concessioni di lavori pubblici, servizi e forniture e nell’attività urbanistica ed edilizia. L’intesa è stata siglata oggi dal prefetto di Bologna, Matteo Piantedosi e dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, anche in veste di Commissario delegato per la ricostruzione post sisma. L’accordo, che rinnova quelli sottoscritti a partire dal 2010 e che ha l’assenso da parte del Ministero dell’Interno, è stato siglato da tutte le Prefetture-Utg dell’Emilia-Romagna.

La collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e le Prefetture emiliano-romagnole sui temi della legalità e della trasparenza nel settore degli appalti pubblici, nei settori dell’urbanistica e dell’edilizia privata è stata attivata per la prima volta nel novembre 2010 attraverso la sottoscrizione del “Protocollo d’intesa per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione mafiosa e della criminalità organizzata nel settore degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici”, ripreso nel marzo 2012 con il “Protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna e le Prefetture-Utg dell’Emilia-Romagna per l’attuazione della Legge regionale 11/2010” .

Dopo il terremoto che il 20 e 29 maggio 2012 ha colpito l’Emilia, il costante aggiornamento delle intese ha rappresentato uno degli strumenti fondamentali per guidare nella legalità la ricostruzione, pubblica e privata. Con il nuovo accordo, per le specifiche esigenze legate al processo della ricostruzione post-sisma, fino alla cessazione dello stato di emergenza, il Commissario delegato alla ricostruzione si impegna a mettere a disposizione delle Prefetture che insistono sul “cratere” (Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia) le necessarie risorse umane e strumentali con il coinvolgimento, anche ai fini della programmazione informatica, di personale esperto.

Il Protocollo recepisce, tra l’altro, le novità normative regionali e nazionali quali il Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili (Legge regionale n. 18 del 2016) e il nuovo Codice degli appalti pubblici, ma anche la nuova disciplina edilizia e urbanistica approvata nello scorso anno dalla regione, che sottopone a controlli antimafia le imprese esecutrici degli interventi edilizi ma anche gli operatori che promuovono l’attuazione di piani urbanistici.

Il Protocollo migliora l’interscambio informativo tra le Prefetture e le Pubbliche amministrazioni, per garantire una maggiore efficacia e tempestività delle verifiche delle imprese interessate, ma è anche teso a concordare prassi amministrative, clausole contrattuali che assicurino più elevati livelli di prevenzione delle infiltrazioni criminali.

Le misure di prevenzione e contrasto ai tentativi di infiltrazione criminale e mafiosa sono estese non solo all’ambito pubblico ma anche al settore dell’edilizia privata puntando a promuovere il rispetto delle discipline sull’antimafia, sulla regolarità contributiva, sulla sicurezza nei cantieri e sulla tutela del lavoro in tutte le sue forme



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