Jazz arcobaleno for Mandela: MinAfric Orchestra guests Louis Moholo-Moholo, Keith & Julie Tippetts

Rocca Brancaleone, lunedì 20 giugno ore 21.30
Il jazz ha conquistato il mondo camminando, fin dall’inizio, “lungo la strada per la libertà”, una declinazione che Ravenna Festival 2016 racconta con tre serate che prendono il via, lunedì 20 giugno (Rocca Brancaleone alle 21.30, al Teatro Rasi in caso di maltempo) con il concerto “For Mandela” della MinAfric Orchestra diretta da Pino Minafra affiancata da ospiti straordinari come Louis Moholo-Moholo, Keith e Julie Tippett e di sua moglie Julie Tippetts, sul palco della Rocca Brancaleone (in caso di maltempo al Teatro Rasi).
La definizione di “Rainbow Nation” per il Sudafrica arriva da Desmond Tutu, il primo arcivescovo anglicano di Città del Capo, premio Nobel per la pace nel 1984. Il primate africano la conia pensando alla convivenza pacifica e armoniosa fra le diverse etnie del Paese. Nelson Mandela, appena tornato libero, la fa diventare parola d’ordine della cultura nazionale. C’era stato un periodo, lungo e buio, in cui il ponte dell’arcobaleno sembrava spezzato e anche la musica era stata costretta ad andare in esilio. Non è solo il jazz britannico a non essere rimasto indifferente di fronte alla vicenda musicale e umana del jazz sudafricano in esilio, fin dagli anni Settanta infatti il più avanzato jazz italiano ha fatto riferimento a quelle esperienze. In quel contesto, per una speciale sintonia con la poetica della diaspora sudafricana, si è distinta la MinAfric Orchestra, diretta da Pino Minafra col figlio Livio. Sintonia che si è consolidata grazie al rapporto con il batterista Louis Moholo-Moholo (uno tra i più significativi artisti sudafricani, membro fondatore dei leggendari Blue Notes) e che ha portato al progetto “For Mandela”, concepito nel 2014 per il pugliese Talos Festival diretto dallo stesso Minafra. Un progetto nel quale MinAfric e Keith e Julie Tippetts, dagli anni Sessanta figure emblematiche della nuova scena inglese, si sono raccolti appunto intorno a Moholo interpretando pagine dei “Blue Notes”, di Keith Tippett e dello stessa Minafra (“Canto General”, dedicata a Pablo Neruda), all’insegna dell’epicità e dalla passione civile.
La MinAfric Orchestra nasce nel 2007 come naturale prosecuzione del Sud Ensemble di Pino Minafra: alcuni suoi componenti, a iniziare dallo stesso leader, hanno alle spalle l’importante esperienza della Italian Instabile Orchestra, sorta di nazionale del jazz italiano meno incline alle convenzioni, attivissima (anche all’estero) a partire dagli anni Novanta. Con sensibilità musicali differenti, l’orchestra mescola molteplici umori e colori, dando voce e suono alle musiche di oggi, volgendo lo sguardo a tutto l’orizzonte geografico e culturale del Sud, focalizzando la propria attenzione sulle complesse diversità che circondano la Puglia, naturale ponte verso l’Oriente, il Mediterraneo, l’Africa, i Balcani e, oggi, verso la Nuova Europa.
Un’orchestra, una visione musicale, un’utopia che lega il nostro Sud ai tanti Sud del mondo per mille motivi come sottolinea lo stesso Pino Minafra: “…sono tante le cose, forse il sole, l’energia, il trovarsi “in periferia” rispetto al sistema, poi le relative difficoltà e le discriminazioni, quindi la voglia di comunicare, di esserci e di portare avanti la propria visione della musica e del mondo. Una visione che è più intuitiva e istintiva rispetto a quella del Nord, insomma, meno razionale. Del resto, il jazz è nato proprio così, come reazione, come voglia di esserci… Credo che le condizioni climatiche modifichino radicalmente il ritmo e la visione della vita… una cosa che mi ha sempre colpito è che le grandi figure spirituali come Buddha, Cristo, Maometto, Gandhi… siano nate al Sud, quasi che nei Sud del mondo (e dalle nostre parti) ci sia una speciale energia; e penso anche alle prime grandi civiltà e a tutto il pensiero filosofico greco, Platone, Aristotele, Socrate, alla culla del pensiero occidentale, tutto questo a poche centinaia di km dalla mia terra, la Puglia, e dal paese dove sono nato, Ruvo, che è stato una colonia greca… tutto ciò non può essere casuale.”
La MinAfric Orchestra è formata da: Pino Minafra (direzione e  tromba), Michele Sinisi (voce recitante), Gianna Montecalvo, Cinzia Eramo, Lisa Manosperti (voci), Marco Sannini, Claudio Cesar Corvini, Giorgio Distante (trombe), Roberto Ottaviano (sassofono), Sandro Satta, Carlo Actis Dato, Pasquale Innarella, Nicola Pisani (sassofoni), Beppe Caruso, Sebi Tramontana, Michele Marzella (tromboni), Livio Minafra (pianoforte), Giorgio Vendola (contrabbasso) e Vincenzo Mazzone (batteria).
L’omaggio a Nelson Mandela – cui è dedicata la XXVII edizione di Ravenna Festival – continua martedì 21 sul palco del Teatro Rasi con Louis Moholo-Moholo che si esibirà in 5 Blokes con John Edwards contrabbasso, Alexander Hawkins pianoforte, Jason Yarde sassofoni e Shabaka Hutchings sassofoni, una serata che completerà con Keith & Julie Tippett “Couple in Spirit”. A completare il quadro arriverà, mercoledì 23 sempre al Rasi, Hugh Masekela (trombettista, flicornista e vocalist) ambasciatore della musica sudafricana, con da sempre il jazz nel sangue.
Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: 20 euro (ridotti 18)
I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari 9 euro



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