La crescita di cui parla Donati lascia ancora l’Italia fanalino di coda

«Secondo l’Istat siamo ancora sotto del 5,7 per cento»

«L’onorevole Donati annuncia di voler trasformare, da subito, la crescita in occupazione. Bravo. Peccato manchi il livello di crescita necessario. Infatti, secondo le ultime rilevazioni Istat relative al quarto trimestre 2017, il prodotto interno è ancora indietro del 5,7% rispetto ai livelli pre-crisi»: così Felice Maurizio D’Ettore – candidato all’uninominale della Camera dei Deputati per il collegio 7 di Arezzo in rappresentanza della coalizione di centrodestra composta da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia – ribatte alle dichiarazioni del candidato Pd all’uninominale.
Studiando carte e cifre ed attingendo a più fonti dall’esito univoco: «I decimali di crescita registrati dal nostro Paese lasciano l’Italia fanalino di coda». E via a andare con i numeri. Dopo l’Istat tocca all’Istituto Leoni che, registra D’Ettore, conta sul capo di ogni cittadino, nascituri compresi, un peso di 40mila euro a testa di debito pubblico la cui crescita, e qui la parola passa alla Corte dei Conti, è attualmente «una strada preclusa».
«Se l’Italia cresce di un punto percentuale – bacchetta D’Ettore – è solo per via della congiuntura che vede la luce dopo il tunnel recessivo degli ultimi anni. E’, insomma, un impulso fisiologico ‘a prescindere’. I governi Pd non hanno inciso né hanno avuto la forza di invertire la rotta. Noi vogliamo la vera crescita dell’economia reale, e il nostro programma può intercettare i flussi di crescita nell’eurozona con una scossa forte e coraggiosa, anche con una drastica riduzione della pressione fiscale. Non essere riusciti a surfare sulla corrente ascensionale generale è tra i grossi fallimenti delle politiche di governo renziano. Trasformare questa pochezza in occupazione? Beh: poco per poco, fa poco».
E i numeri paiono dare conferma alla versione del candidato di centrodestra e coordinatore provinciale di Forza Italia ad Arezzo: «Il 2018 – prosegue D’Ettore – si è aperto con la disoccupazione all’11%, e il 32,7% di disoccupazione giovanile. Intanto ad Arezzo, secondo le elaborazioni Iref del gennaio di quest’anno, la capacità di spesa è in flessione mentre aumentano coloro che si rivolgono alla Caritas per avere sostegno nei loro bisogni primari, cibo compreso. Donati di che parla? La crescita attuale da trasformare in occupazione è nei suoi sogni. Evidentemente qualsiasi punto percentuale di miglioramento deve essere ben accolto, ma molto c’è ancora da fare da parte di un governo finalmente legittimato dal consenso popolare che dia stabilità al Paese e consenta di raggiungere i livelli di crescita di altri paesi dell’Eurozona».



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