LA REGIONE UMBRIA BLINDA IL MONOPOLIO TRENITALIA

Dopo aver finanziato Trenitalia con circa 37 milioni di euro (più IVA) ogni anno e da anni, dopo averle immotivamente regalato pure la Ferrovia Centrale Umbra, ora arriva il salto di qualità: la Regione Umbria vorrebbe pure allungare a ben 15 anni il contratto con la società del Gruppo FS, garantendogli anche 50 milioni come quota di compartecipazione per l’acquisto di 12 nuovi convogli.
Il M5S chiede un dibattito in Aula rispetto alle evidenti criticità di questa operazione: anzitutto, dopo decenni di forte sostegno economico-finanziario a senso unico, con contratti di servizio privi di veri controlli e penali, la Regione Umbria va a blindare ulteriormente il monopolio di fatto di Trenitalia, senza il minimo spauracchio -senza nemmeno agitare il fantasma del ‘mercato’- favorendo così un gestore che evidentemente già tratta da posizione di smisurata forza.
Né si capisce perché la Giunta debba compartecipare la spesa per nuovi treni: Trenitalia, nell’ultimo decennio, avendo ricevuto ben 400 milioni circa dalla Regione Umbria, poteva ben investire e pianificare materiale rotabile adeguato. Invece, qui, faceva e fa circolare convogli dall’età media di 20 anni, con una qualità del servizio affatto stellare, ma con evidenti profitti per il gestore.
Né si capisce se, a fronte degli annunci rassicuranti per Spoleto, le città umbre collocate sulle direttrici principali (Assisi, Foligno, Spoleto, Terni, Orvieto) potranno essere servite almeno da una coppia di Frecciarossa al giorno, visto il prevedibile successo del Milano-Perugia, spezzando così l’isolamento dell’Umbria: sarebbe doveroso iniziare dal facile allungamento del predetto Freccia Milano-Perugia fino a Foligno-Spoleto-Terni, treno viceversa tuttora riservato al solo capoluogo di Regione.
Non si parla, inoltre, dei necessari aggiornamenti dell’infrastruttura, ferma ai primi del ‘900 -con i perennemente attesi ‘raddoppi selettivi’ tra Foligno e Terontola, i lavori da tartaruga tra Spoleto e Campello, l’inesistente ‘fermata Aeroporto S. Francesco’, il fantomatico tunnel tra Terni e Spoleto deliberato dal CIPE addirittura nel 2001, etc.: in compenso, i pendolari subiranno rincari del 30% circa di qui a cinque anni.
Questi e altri motivi inducono il M5S a richiedere chiarimenti ufficiali alla Giunta, con un’immediata discussione in Aula.



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