La strada che porta alla mobilita’ sostenibile e’ ancora lunga

Il settore trasporti ha imboccato un percorso che non porta alla sostenibiltà. È quanto emerge dal rapporto di Sustainable Mobility for All.

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Auto, navi, treni e aerei sono responsabili del 18% dei gas serra generati dalle attività umane, e a questo ritmo di crescita le emissioni di CO2 aumenteranno del 40% da qui al 2040. A dirlo, il Global Mobility Report 2017 redatto dal consorzio Sustainable Mobility for All (SuM4All), che include circa 50 organizzazioni tra cui la Banca Mondiale e agenzie Onu.

Si tratta del il primo studio che valuta le prestazioni globali dei trasporti e i progressi compiuti verso quattro obiettivi principali: accesso universale, efficienza, sicurezza e mobilità verde.
450 milioni di persone senza trasporti

La prima questione sollevata dal report riguarda le disparità di accesso ai trasporti nelle diverse aree del mondo. In Africa, ad esempio, circa 450 milioni di persone – pari al 70% della popolazione rurale – sono tagliate fuori dalla rete dei trasporti.

La transizione a una mobilità davvero sostenibile permetterebbe al continente di diventare autosufficiente e di dare vita entro il 2030 ad un mercato alimentare regionale il cui valore si aggirerebbe intorno al trilione di dollari, trainato proprio da una rete dei traporti efficiente.
Efficienza uguale risparmio

Il primo ostacolo a una mobilità davvero sostenibile è legato a tecnologie obsolete: quelle principalmente in uso oggi risalgono infatti alla rivoluzione industriale. Il vero cambio di passo verso un settore all’avanguardia, insomma, non è ancora stato fatto.

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In base alle stime fornite dal rapporto, considerando tutti i costi di trasporto – inclusi i carburanti, le spese operative e le perdite dovute alla congestione – il passaggio verso la mobilità sostenibile può offrire risparmi per 70 trilioni di dollari entro il 2050.
Basta morti sulle strade

In questo caso il dito è puntato sul trasporto stradale, responsabile da solo di gran parte dei decessi: ogni anno, 1,3 milioni di persone muoiono sulle strade del mondo, con una maggiore incidenza nei Paesi in via di sviluppo.

Appena un mese fa la Commissione europea, in collaborazione con il network europeo delle polizie stradali (TISPOL), ha sostenuto la seconda edizione del progetto EDWARD, “European Day Without A Road Death”, la giornata europea senza morti sulle strade che si celebra il 21 settembre per aumentare la consapevolezza sociale del fenomeno della mortalità ed incidentalità grave sulle strade europee.

E se la strada ha questo record negativo, al contrario il settore aviazione ha registrato una continua riduzione del numero di morti e incidenti fatali nel corso degli ultimi anni.
Mobilità green: è ora di cambiare rotta

I trasporti contribuiscono attualmente al 23% delle emissioni globali causate dal consumo di energia e al 18% di tutte le emissioni globali generate delle attività umane. Ed entro il 2040, se non interverranno importanti cambi di rotta, queste cifre sono destinate a salire.

Volendo puntare il radar sull’aspetto economico della questione, in base a quanto sostenuto dal rapporto l’uso maggiore di biciclette e di e-bike permetterebbe al mondo di risparmiare circa 24 trilioni di dollari tra il 2015 e il 2050.

Proprio in concomitanza con la pubblicazione del rapporto, la Commissione europea ha aperto un’indagine antidumping sulle biciclette elettriche cinesi. Procedura che è stata accolta “con forte favore” dall’associazione europea dei fabbricanti di bici Ebma, che ora ha chiesto a Bruxelles la registrazione immediata delle importazioni delle e-bike che consente l’applicazione anche retroattiva di dazi antidumping, e ha annunciato l’imminente deposizione di una denuncia antisussidi.

Secondo i dati dell’associazione, infatti, le importazioni di bici elettriche dalla Cina sono passate da virtualmente zero nel 2010 a più di 800mila nel 2017, mentre la quota di mercato del 2016 di 430mila unità ha rappresentato il 70% delle importazioni di e-bike da Paesi terzi, pari a una crescita su anno del +40%.

“Siamo fiduciosi che la Commissione farà un’analisi approfondita e confermerà le dimensioni massicce del dumping da parte della Cina”, che mette “a serio rischio l’occupazione di oltre 90mila lavoratori Ue e 800 PMI”, denuncia il segretario generale dell’Ebma Moreno Fioravanti.
Obiettivi di sviluppo sostenibile: il settore è fuori strada

Il quadro complessivo del settore, si evidenzia nel rapporto, rende più complesso raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con riferimento a emissioni di gas serra, sicurezza alimentare, accesso alle cure mediche, scolarizzazione e lavoro femminile.

“Il pianeta è fuori strada per raggiungere una mobilità sostenibile”, afferma il direttore Trasporti della Banca Mondiale, José Luis Irigoyen, “La crescente domanda per spostare persone e beni è sempre più soddisfatta a spese delle generazioni future”.



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