La tigre e il drago. Rotazione di paraventi nella Galleria giapponese del MAO

La necessità di mettere a riposo periodicamente le opere più delicate – come quelle su supporto cartaceo – offre l’occasione di rendere visibile al pubblico, a rotazione, tutta la collezione giapponese del Museo. A partire da martedì 31 luglio i visitatori del MAO potranno nuovamente ammirare quattro grandi paraventi che per ragioni di conservazione sono rimasti “nascosti” per oltre quattro anni. In particolare due di questi, Drago tra le nuvole e Tigre in un paesaggio di rocce e pini, sono appena rientrati in museo dopo un restauro conservativo che ne ha permesso la nuova esposizione. Il restauro è stato realizzato grazie al generoso finanziamento degli Amici della Fondazione Torino Musei.

Nella prima sala della Galleria Giapponese sarà nuovamente possibile ammirare la Tigre (虎 tora) che avanza su un terreno montuoso tra rocce e pini loricati e Il Drago (竜 tatsu) che emerge seminascosto dalle nubi su un mare di acque agitate in un’atmosfera tempestosa resa con larghe e vigorose pennellate.

Jp06a part2_LOWL’abbinamento drago-tigre (ryūko) fu particolarmente amato dagli artisti giapponesi e ricorre in molte coppie di dipinti del periodo Edo. Queste creature hanno un alto valore simbolico complementare, nella cosmologia dell’Asia orientale: rappresentano primavera e autunno, Est e Ovest, yang e yin, Legno e Metallo, ecc.

I due paraventi a sei ante dalle importanti dimensioni, cm 174 x 376, sono stati dipinti intorno al 1830 con la tecnica dell’inchiostro su carta, nello specifico – come vuole la tradizione – si tratta di sette fogli di carta sovrapposti e incollati tra loro, bordati con seta damascata e montati su struttura lignea laccata.

Su entrambi è possibile riconoscere la firma in kanji 越前守岸駒 Echizen no Kami Ganku (G. governatore di Echizen, titolo onorario acquisito da Ganku come pittore di corte nel 1804) e il sigillo可觀岸駒 Kakan Ganku. Elementi che, assieme allo stile e alla qualità pittorica, fanno attribuire con certezza queste opere alla scuola di Kishi Ganku e almeno in parte al maestro stesso, famoso come pittore di tigri; un suo dipinto dal titolo Tigre e Onde è conservato al British Museum.

Completa la rotazione dei grandi paraventi la preziosa coppia a sei ante Rakuchū Rakugai zu (Scene della Capitale e Dintorni), realizzata attorno al 1626 nella città di Kyoto a inchiostro, tempera e foglia d’oro su sette strati di carta, anch’essi con bordo di seta damascata e montatura in legno laccato.



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