Lavoro: Cgil, non si ferma la fiera della precarietà

Roma, 1 marzo – “L’aumento dell’occupazione è quasi tutto dovuto alla crescita dei tempi determinati, segno che il lavoro generato è precario, debole e sempre più di breve o brevissima durata. Purtroppo non si ferma la fiera della precarietà”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Istat sull’occupazione.

“Il trend del 2017 sembra confermato anche nei dati di gennaio 2018. Uno scenario preoccupante anche perché – sottolinea Scacchetti – la crescita dell’occupazione favorisce quasi esclusivamente le fasce di età maggiori, oltre ai giovani, lasciando indietro quelle di età centrale (25 – 49 anni) che, in assenza di stabilità, rischiano di vedere pregiudicata la propria prospettiva occupazionale e sociale”.

Secondo la segretaria confederale “in un Paese in cui da anni si registrano ritardi strutturali negli indici occupazionali, il tema della qualità del lavoro deve essere considerato una vera e propria emergenza. Le grandi trasformazioni del sistema economico e produttivo possono essere affrontate solo attraverso la qualificazione e la valorizzazione del lavoro. Per questo – conclude Scacchetti – serve sostenere gli investimenti, a partire da quelli pubblici, e governare l’innovazione tecnologica”.



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