Le piante mica ragionano!

Recentemente si è tenuta a Lignano la 34-esima edizione del Premio Hemingway. Uno dei premiati è stato Antonio Damasio, professore di Neuroscienze, Psicologia e Filosofia a Los Angeles. Damasio ha studiato i processi cerebrali che sottostanno a emozioni, sentimenti e coscienza. Durante la sua conferenza che ha preceduto la consegna del premio ho potuto apprezzare tanti spunti inattesi, e fra questi ricordo che si è parlato anche di batteri. Sì, queste forme di vita elementari, che sembra non possano aver nulla a che fare con emozioni, sentimenti e coscienza, prerogative forse solo dell’Uomo. Secondo Damasio invece perfino gli organismi unicellulari, come appunto i batteri, hanno un senso di coscienza, in quanto lavorano per preservare la loro integrità e riuscire a sopravvivere. Ogni organismo vivente ha quindi un certo livello di coscienza, con la quale si confronta con l’ambiente e che gli permette di svilupparsi.

Ma volendo alzare il tiro, possiamo dire che pure le piante hanno senz’altro qualcosa di più, oltre che al riuscire a crescere senza altra attività razionale. Infatti le piante conoscono la matematica, ne possiamo esser certi. In matematica si studia la successione di Fibonacci, dove dal terzo numero in poi, ogni valore è la somma dei due precedenti: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144… Ad esempio 21 è dato dalla somma degli ultimi due precedenti: 8+13 = 21.

Questi numeri sono conosciuti dalle piante, infatti molti vegetali hanno un numero di petali che è sempre uno dei numeri di Fibonacci: 3 negli iris, 5 nelle rose canine, 21 nella cicoria, fino alla disposizione dei semi in un girasole: possiamo contarne ad esempio 55 in un senso e 89 nell’altro: sempre due numeri di Fibonacci. Pure l’ananas dispone le losanghe che compongono la sua buccia in modo che se facciamo il giro del frutto contando le file, troveremo un numero di Fibonacci in un senso e un altro numero nell’altro senso. Il record forse spetta alla diaccola, con 377 petali, e ovviamente anche 377 è un numero di Fibonacci.

Ma non è tutto, perché un’altra sorpresa ci aspetta se studiamo l’ordinamento delle foglie su un ramo: le foglie si dispongono in maniera da non coprirsi una con l’altra, cioè leggermente sfasate, e in questo modo sono in grado di prendere in maniera massima la luce del sole. Quindi le foglie si dispongono attorno al ramo, e dopo un certo numero di giri, una foglia si disporrà allineata con la prima. Dopo quanti giri? Siamo alle solite: la risposta è un numero di Fibonacci, che varia da specie e specie, ma costante all’interno della stessa specie.

Forse noi non conosciamo la matematica, ma le piante di sicuro sì!

www.giorgiodendi.com



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi