L’Esercito di Silvio diserta da Forza Italia

Fratelli d’Italia fa incetta di berlusconiani in fuga dal partito – Il fondatore Furlan e il capo veneto di Fi Giovani passano con la Meloni

Sembrava uno smottamento, è una frana. il padovano Simone Furlan, fondatore dell’Esercito di Silvio, ha lasciato Forza Italia da poche ore per approdare nel partito di Giorgia Meloni e Francesco Caberlotto commissario regionale veneto di Forza Italia Giovani lo segue aderendo all’Esercito della Libertà.
Dunque il passaggio del capogruppo in Regione Massimiliano Barison a Fratelli d’Italia non era un segnale isolato.

«Sono e sarò sempre un berlusconiano – avverte Furlan -. Ma la che ho visto negli ultimi due anni è lontana dal berlusconismo del ‘94, da quel partito aperto e inclusivo che fu capace di chiedere a molti della società civile di impegnarsi. Ora, pure se Berlusconi, che ha ancora il guizzo, decide qualcosa, poi si gestisce nelle segrete stanze degli avvocati. Insomma è un sogno infranto».

Furlan con la sua idea dei reggimenti e dei soldati sparsi in tutt’Italia per contrastare la campagna anti Berlusconi nel 2012, fu talmente apprezzato da essere ricevuto ad Arcore. Da allora ha fatto parte dell’ala movimentista del partito con iniziative eclatanti come le quindici Fiat 500 bianche che giravano l’Italia all’epoca del referendum sull’abolizione del Senato. É arrivato fino all’ufficio di presidenza e al ruolo di vicecoordinatore regionale del partito dai cui marescialli è stato sempre guardato con sospetto tanto da ricevere una pubblica stroncatura a cura dei coordinatori provinciali, la scorsa primavera. Forse per il suo parlare schietto? «Alle regionali dissi che saremmo stati spazzati via. Avevo ragione. Oggi il partito si è chiuso su rendite di posizione, stimo Berlusconi che per me è un secondo padre mala sensazione è che Forza Italia si spegnerà perdendo altri pezzi».

Il fatto è che Furlan ha messo in piedi negli anni una rete di amministratori, sindaci e simpatizzanti in tutt’Italia. Ai tempi di massimo splendore poteva contare su 40mila “soldati”. A Bologna per le comunali organizzò una lista civica che prese il 2,2 per cento. Ha tirato su un sindacato di polizia “Libertà e sicurezza” che conta duemila iscritti e che lo seguirebbero in capo al mondo. E alle europee del 2014 racimolò 17mila preferenze. L’inizio della crisi è stato il novembre del 2016 quando da commissario straordinario di Padova benedisse lo strappo di due consiglieri comunali azzurri decisivo per il naufragio di Bitonci. «Ma non crederete che avessi il potere di mandare a casa il sindaco del maggiore comune amministrato dalla Lega. Ho obbedito ad ordini che arrivarono dai massimi livelli nazionali e tutto
il partito era informato. Se invece di accoltellarmi mi avessero sostenuto…».

Chiusa questa parentesi oggi se ne apre un’altra che ha creato una certa agitazione anche nel partito della Meloni, con molti circoli ed esponenti come l’ex assessore regionale Raffaele Zanon in opposizione, anche se il regista è uno che di politica ne mastica: Sergio Berlato. «Tanti hanno visto la facciata e non che cosa c’è oltre. Il mio compito da semplice militante sarà di ricostruire un centrodestra aperto, come lo era nel ‘94. Certo io non vengo dalla destra ma da un’esperienza di centro e liberale però ho il massimo rispetto di quelli che ci sono e, secondo, voglio essere interprete in tutt’Italia della rifondazione del centrodestra».

Una posizione del tutto condivisa da Giorgia Meloni. «Sono felice che Furlan e tutta la sua rete sul territorio abbiano deciso di dare il loro contributo al nostro progetto cioè la ricostruzione di un centrodestra coerente dove Fratelli d’Italia è un partito attrattivo per una classe dirigente e decine di amministratori che stanno venendo a bussare alla nostra porta. In un centrodestra di porte girevoli dove c’è chi ha fatto accordi con il Pd e chi con M5S noi siamo sempre stati coerenti».

Su questa linea si schiera Francesco Caberlotto. «Forza Italia non ha più nulla del grande sogno che Berlusconi mise in campo nel ‘94 è un partito chiuso che non offre opportunità e si ricorda dei giovani solo quando, in occasione di campagne elettorali, occorre portare acqua al mulino dei soliti noti. Resterò sempre grato e legato al presidente Berlusconi, ma rassegno le mie dimissioni e seguo Simone Furlan per contribuire alla rifondazione del centrodestra».



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi