MAFIA CAPITALE: “ASSOLUZIONE VENAFRO È RIBALTONE GIUDIZIARIO”

“La sentenza con cui, ieri, Maurizio Venafro, ex capo di Gabinetto di Zingaretti, è stato assolto nel processo sulla gara Cup nella Regione Lazio, è un ribaltone per via giudiziaria”.
Lo scrive Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio.
“La condanna di uno degli indagati, Mario Monge, patron di una coop, dice che la turbativa d’asta c’è stata, ma non riguarda il livello politico. A Venafro va restituito l’onore dell’innocenza rispetto ad una vicenda giudiziaria lunga – per lui e per la sua famiglia – sedici mesi interminabili. Occorre una riflessione più generale sul teorema giudiziario se i 60 milioni di euro della gara Cup erano appetiti da Mafia Capitale ma non c’è stata commistione con il livello politico come dimostra l’assoluzione di Venafro, perché Luca Gramazio è in carcere da oltre un anno? In sostanza – argomenta Storace su Il Giornale d’Italia – se la turbativa d’asta non c’è per Venafro, perché Gramazio rimane in cella? Questa sentenza rischia di riscrivere una storia e anche la politica romana. Senza quegli arresti di dicembre 2014 e giugno 2015, Virginia Raggi sarebbe mai diventata sindaco della Capitale? Dalla decisione del tribunale di Roma rischia di venire oscurata la pagina trionfale con cui i grillini sono arrivati in Campidoglio. Centrosinistra e centrodestra lacerati dall’inchiesta hanno combattuto a mani legate. Riflettano tutti, politica e magistratura, su quanto è accaduto”.



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