MAFIA CAPITALE; STORACE: “ZINGARETTI IN AULA LUNEDÌ PER PROCESSO VENAFRO”

“Lunedì 20 Nicola Zingaretti dovrà testimoniare, alle 14,30, nel processo al suo ex capo di gabinetto, Maurizio Venafro, per la gara CUP (un gruzzolo da svariate decine di milioni di euro) che era negli appetiti della cosiddetta Mafia capitale”. Lo scrive Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio.

Roma – “A Zingaretti è stato offerto di poter testimoniare dopo il ballottaggio di domani. Evitando così che qualche domanda scomoda potesse provocare ulteriori fastidi ad un Pd distrutto in città e prossimo ad una sconfitta clamorosa. Venafro – ricorda Storace – insieme ad un altro imputato, Mario Monge, è accusato di turbativa d’asta. Secondo la Procura della Repubblica, in sintesi, Venafro impose alla dottoressa Elisabetta Longo, la dirigente regionale che all’epoca guidava la direzione relativa agli appalti, il nome di Angelo Scozzafava nella commissione che doveva decidere sui lotti della gara perché sarebbe stato gradito a Luca Gramazio, allora capogruppo del Pdl e poi di Forza Italia, oggi in carcere per associazione mafiosa. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Venafro avrebbe fatto un favore a quello che individuava alla Pisana come l’interlocutore dell’opposizione. Su questa storia finora c’è stata assenza di chiarezza. Intanto – aggiunge Storace su Il Giornale d’Italia – sembra incredibile pensare che si sia potuta manomettere la composizione di un organo tecnico perché un pezzo della minoranza, non fidandosi della maggioranza, ha preteso una propria “rappresentanza” sancendo il principio che gli appalti vengono decisi da chi comanda con qualche concessione alla minoranza stessa. Poi, si è tentato di dire anche che Gramazio fosse geloso del mio ruolo in consiglio regionale, ma questa credo che sia la sciocchezza più assoluta. Infine, manca quel che non si è ancora detto: ma se Venafro doveva fare un favore ad un pezzo dell’opposizione, il suo capo – Zingaretti, appunto – ne era informato o no? È evidente che se il Presidente della Regione non ne sapeva nulla, ci saremmo attesi non una difesa di Venafro, bensì una netta presa di distanze per il tradimento di un rapporto di fiducia. Se invece, come pensano tutti, Zingaretti ne era informato, allora la questione si complica e lunedì la testimonianza del governatore rischia di diventare un boomerang. Immagino che il Presidente si stia consultando con gli avvocati, anche se non è imputato. In ogni caso – conclude Storace – mi auguro che se li paghi da sé. La testimonianza per difendere un suo amico non deve essere, almeno quella, a carico nostro”.



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