MICROPLASTICHE. PER MAREVIVO UN ALTRO ALLARME DA NON SOTTOVALUTARE

16/03/2018 – Lo studio diffuso ieri da Orb Media lancia un’ulteriore allarme su quello già segnalato da Marevivo, qualche anno fa, sulle microplastiche e le microfibre rilasciate dai tessuti sintetici. Siamo ormai invasi e sono ovunque, perfino nell’aria che respiriamo. La contaminazione proviene da diverse fonti ed una tra queste è quella dei vestiti che indossiamo.

Secondo i dati della ricerca dell’università statale di New York in Fredonia, i livelli di fibre di plastica nelle marche di acqua in bottiglia analizzate potrebbero essere il doppio di quelli che si trovano nell’acqua di rubinetto, ma purtroppo tracce di microfibre si trovano anche in quest’ultima. Tra i tipi di plastica ritrovati ci sarebbero il polipropilene (54%), lo stesso materiale con cui si realizzano i tappi, nylon (16% e il polystyrene (11%), anche se l’origine di queste microplastiche resta sconosciuta.

«Questa ricerca dimostra l’onnipresenza dell’inquinamento da microplastiche nell’acqua, in tutta le nostre risorse idriche. Le ripercussioni sull’ambiente marino (le microplastiche rappresentano il 90% dei rifiuti galleggianti negli oceani) – commenta Rosalba Giugni – e la stessa salute umana, tanto da preoccupare anche l’Organizzazione mondiale della sanità, ormai ci sembrano evidenti. Anche se al momento non esiste una soluzione concreta per risolvere il problema, è inevitabile che il nostro rapporto con la plastica debba cambiare. Dobbiamo essere più sostenibili, riducendo l’uso della plastica, soprattutto quella “usa e getta”, preferire materiali eco friendly per i nostri vestiti e investire nella ricerca di tessuti naturali. È necessario, però, anche migliorare il sistema di filtraggio dei depuratori delle acque reflue in modo da trattenere queste minuscole particelle».



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