Navigazione messaggio Messaggio 14 di 286 Precedente Successivo change-formatchange-format Oggetto: La Buona Scuola di Rossi & C.

E’ giunta in Consiglio Provinciale la legge sulla Buona Scuola voluta da Renzi ed in corso di ratifica da parte della provincia di Trento. Tra i tanti emendamenti presentati vorrei porre l’accento su quelli presentati dai Consiglieri Borga e Viola che, sostanzialmente, tendono a rendere facoltativa la partecipazione ai percorsi contro l’omofobia, previsti dalla mozione approvata il mese scorso dalla maggioranza.
Ricordo che l’approvazione di questa mozione altro non è stato se non il tristissimo epilogo di un ddl che, non essendo riuscito a superare gli sbarramenti dell’aula durante tutto il suo iter, uscendo pertanto dai lavori dell’aula, è stato fatto rientrare, forzosamente, con la formula della mozione che, sostanzialmente, ripresenta le stesse tematiche bloccate in aula a suo tempo.
Il Presidente Rossi e la sua maggioranza si sono detti disponibili a trattare su qualche aspetto della questione ritenendo, però, irrinunciabile l’obbligatorietà della partecipazione a detti percorsi (come richiesto dai due Consiglieri sopra citati) giustificando la posizione assunta con l’asserzione che “se fosse concessa l’opzione facoltativa per questa questione si dovrebbe rendere facoltativa la partecipazione degli alunni anche per tutti gli altri percorsi proposti dalla scuola”. Ora è evidente che il Presidente Rossi, o chi per lui, mente sapendo di mentire giacché nessuno mai si sognerebbe di sindacare sull’obbligatorietà di partecipazione ai percorsi classici dell’istruzione, quello su cui, insistentemente, si vuol discutere, poiché inaccettabile, è il fatto che la scuola non può e non deve assumere una funzione preminente rispetto alla famiglia nell’educazione dei minori su temi sensibili.
Fa sorridere la proposta avanzata da Rossi e Ferrari di delegare IPRASE e Università, in totale simbiosi con l’Assessore alle Pari Opportunità, all’informazione da dare alle famiglie in merito a detti percorsi. Abbiamo già visto all’opera questa compagine all’inizio dell’anno scolastico, l’abbiamo vista nella propaganda subdola attivata per introdurre nella scuola i percorsi di genere che sono solamente l’anticamera di quanto sta già succedendo nel resto d’Italia, e d’Europa, con una scuola che è diventata luogo d’indottrinamento e propaganda LGBT.
È giusto che le famiglie siano messe nelle condizioni di prendere una posizione in merito, ricevendo informazioni chiare su quanto sta davvero accadendo a scuola, anche nel resto d’Italia e d’Europa, e di riappropriarsi con forza del loro diritto/dovere all’educazione dei figli. La scuola non può essere delegata in toto nella formazione all’affettività e non può nemmeno arrogarsi unilateralmente questo diritto.
Guerrino Soini
Dipartimento Famiglia e Difesa della Vita FdI/AN Trentino



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