Nothing is real, Niente è reale: i Beatles al Mao di Torino

TORINO – Il 31 maggio ci sono stati due eventi culturali congiunti a Torino. Il primo in occasione dell’inaugurazione della mostra di Palazzo Madama: “Marilyn Monroe. La donna oltre il mito”, con apertura dalle 19,30 alle 23, ed il secondo al Mao, con la presentazione ai giornalisti della mostra “Nothing is real. Quando i Beatles incontrarono l’Oriente”, esposizione che resterà aperta  dal  1 giugno al 2 ottobre 2016.
Quella del Mao è una grande mostra dedicata ai “Fab Four” e al loro viaggio in India effettuato nel 1968, che così tanto ha portato in occidente attraverso i quattro artisti londinesi . A Torino figurano in mostra centinaia di oggetti affiancati ad opere d’artisti contemporanei, in un ambiente abbellito ed incorniciato da stoffe, profumi e suoni.
Biglietti: intero € 10, ridotto € 8. Per informazioni: 011/4436927; mail: mao@fondazionetorinomusei.it; sito www.maotorino.it; Facebook Mao. Museo d’Arte Orientale | Twitter @maotorino
Orario: da martedì a domenica dalle 11 alle 19.
La biglietteria chiude un’ora prima. Chiuso lunedì.
La mostra è stata ideata e curata da Luca Beatrice e trae spunto da un celebre verso tratto dalla canzone dei Beatles Strawberry Fields Forever.
In sintesi dice il comunicato stampa: “Il primo contatto di Paul, John, George e Ringo con l’Oriente avviene quando nell’agosto del ’67 incontrano Maharishi Mahesh Yogi a Londra. Ma è l’anno successivo che i Fab Four si recano in India presso il suo ashram a Rishikesh in compagnia di amici, mogli e fidanzate, per un corso di meditazione trascendentale. Un viaggio che diviene uno degli eventi chiave. Alla fine degli anni ’60, infatti, l’interesse per l’oriente riesce a toccare vari ambiti dalla cultura popolare alla musica, alla letteratura e il cinema, alla fotografia alla moda fino alla pubblicistica in generale.
L’esposizione propone un percorso che si dipana tra undici sale del Museo, in una mescolanza tra cultura alta e cultura bassa, tra memorabilia beatlesiani, foto di Pattie Boyd, allora fidanzata di George Harrison e poi “amante” e futura moglie di Eric Clapton, l’icona di Siddharta, il romanzo di Herman Hesse che ha avvicinato molti giovani al misticismo, il reportage televisivo del giovane giornalista Furio Colombo che forse per caso si trovava a Rishikesh negli stessi giorni dei Beatles fino a Wonderwall, film psichedelico del 1968 diretto da Joe Massot con musiche di George Harrison.
In mostra anche le Ceramiche tantriche di Ettore Sottsass e poi ancora opere di Alighiero Boetti, Aldo Mondino, Luigi Ontani, Francesco Clemente che testimoniano il particolare e personale modo di avvicinarsi all’Oriente dei vari artisti. Insomma la mostra offrirà la possibilità di visionare centinaia di oggetti provenienti da diversi ambiti e linguaggi in dialogo con opere d’arte contemporanea. L’ambiente ricreato attraverso gli allestimenti dello studio brh+ di Torino sarà ricco di suggestioni e suoni. La mostra sarà visitabile dal 31 maggio al 2 ottobre”.
Oltre a queste mostre temporanee, chi visita il Mao deve sapere che passeggiando per quelle sale, in modo interattivo, può fare una visita/viaggio in Oriente, apprezzando oltre 2200 opere provenienti da diversi Paesi dell’Asia, dal IV millennio a.C. fino al XX d.C., raccontano cinque diversi percorsi per cinque diverse aree culturali: Asia meridionale, Cina, Giappone, Regione Himalayana, Paesi Islamici dell’Asia. Culture millenarie distanti e poco conosciute si avvicinano al pubblico.
Franco Cortese Notizie in un click



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