Nuoro – Seconda udienza per il pastore che ha ucciso il suo cane

Il magistrato giudica poco soddisfacente il programma di messa alla prova presentato dal difensore dell’imputato dopo il rifiuto delle associazioni animaliste di accoglierlo nelle proprie strutture. Rinvio dell’udienza a ottobre e audizione del colpevole e delle parti civili.
Il 24 giugno scorso si è tenuta la seconda udienza del processo a carico di Giuseppe Piredda, il pastore che, in presenza del figlio minorenne, nel 2014 aveva trascinato il proprio cane legandolo all’automobile fino a ucciderlo. Il pastore è accusato di uccisione di animali con l’aggravante della crudeltà ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice Penale.
In prima udienza il difensore aveva richiesto l’applicazione dell’istituto della “messa alla prova” e il giudice aveva disposto che l’imputato svolgesse questo servizio presso un canile o una associazione di protezione animali. Per ovvi motivi, nessuna associazione ha voluto prendere accordi con l’imputato per l’attività prevista e dunque il suo legale ha presentato un programma di messa alla prova presso il Comune di residenza del Piredda come addetto al verde pubblico.
Tutte le parti civili, tra cui Lega Nazionale per la Difesa del Cane, si sono opposte all’applicazione della messa alla prova e lo stesso giudice ha ritenuto il programma presentato poco congruo alla gravità del reato commesso sia in termini di ore e tipologia di lavoro sia per quanto riguarda il risarcimento economico.
Pertanto, il magistrato ha rinviato la propria decisione alla prossima udienza fissata per il 25 ottobre, nella quale sentirà sia l’autore di questo grave reato – che finora non ha presenziato al processo – sia le parti civili. “Come prevedibile nessuna associazione protezionistica, giustamente, ha accolto la richiesta avanzata dal difensore di Giuseppe Piredda che si è macchiato di un delitto tanto atroce” – afferma Michele Pezone,  Legale e Responsabile Diritti Animali di LNDC – “Il programma presentato per la sua messa alla prova era davvero inaccettabile e incompatibile con i reati commessi. Siamo soddisfatti che il giudice l’abbia riconosciuto e abbia chiesto di presentarne uno più consono. Nella prossima udienza sarà ascoltata anche Lega Nazionale per la Difesa del Cane che chiederà una pena esemplare per questo orrendo crimine”.



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