Occupazione femminile, il vice presidente Olivi: va promossa per equità e per l’efficienza del sistema

“E’ assolutamente necessario promuovere più occupazione femminile. Per una questione di equità sociale ma anche per contribuire all’efficienza del sistema produttivo. Favorire l’inserimento delle donne nel mercato del lavoro significa inoltre sostenere la crescita demografica. E’ dimostrato che dove le donne lavorano di più fanno anche più figli”: il vice presidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi lo ha sottolineato intervenendo questa mattina in Sala Depero del palazzo della Provincia al convegno “Female (Un)Employment & Work Life Balance”, evento che vuole offrire l’occasione per riflettere sulle attuali tendenze europee e regionali in tema di promozione dell’occupazione femminile e conciliazione tra lavoro e vita familiare, partendo dalle buone pratiche e confrontando anche le politiche. La situazione del Trentino, è emerso, si avvicina più agli standard europei che a quelli nazionali e molto si sta facendo attraverso le politiche del lavoro; ma si può fare ancora di più. I paesi europei aderenti alla Rete transnazionale sull’occupazione (ETN), la Commissione europea, le principali istituzioni nazionali, internazionali e locali (tra cui Ocse e Dipartimento Pari Opportunità del governo italiano) che si occupano di lavoro si incontrano quindi a Trento per confrontarsi sul tema della (non) occupazione femminile, e su quello della conciliazione possibile tra tempi di vita e tempi di lavoro.

“Per favorire l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro – ha aggiunto Olivi – serve una politica di sistema. Devono essere compresi gli incentivi mirati alle aziende, lo sviluppo di servizi, gli aiuti alle famiglie, il sostegno al welfare e la conciliazione tra i tempi di vita e quelli dedicati al lavoro. Lavoro e famiglia non sono infatti in contrapposizione. In Trentino abbiamo varato un piano di politiche del lavoro che ha tra le priorità il sostegno dell’occupazione femminile attraverso i tradizionali incentivi per le imprese che assumono ma anche l’investimento nei servizi e nella formazione permanente. Il Trentino si vuole proporre, dentro un sistema di reti nazionali e internazionali, come un territorio che sperimenta nuove pratiche, anche su questo tema; come un territorio di frontiera”.

In Trentino, ha ricordato Riccardo Salomone, presidente di Agenzia del Lavoro, lavorano circa 130.000 uomini e 100.000 donne. La differenza tra gli uni e le altre è ancora molto significativa, in danno del nostro tessuto produttivo territoriale.

“Ma il Trentino – ha aggiunto – si colloca più verso l’orizzonte europeo che italiano. Aumentare la partecipazione al mercato del lavoro delle donne significa dare un contributo in termini di Pil e di rafforzamento del tessuto economico. Anche le imprese devono fare la loro parte per ridurre il gap attuale”.
La dirigente generale di Agenzia del lavoro Antonella Chiusole ha tracciato, attraverso le cifre, un quadro della situazione.
“Se le donne in Trentino lavorassero con lo stesso tasso di occupazione degli uomini (è circa del 60% quello femminile e del 74% quello maschile) avremmo 125.000 donne che lavorano invece di 100.000. A livello nazionale passeremmo da circa 9.5 milioni a 13 milioni di donne nel mercato del lavoro”.
Le donne, ha spiegato Chiusole, in Trentino sono più presenti nei servizi e nella pubblica amministrazione. La conciliazione tra esigenze di famiglia e di lavoro spesso le costringe però a lasciare il lavoro nel primo anno di vita del bambino. Circa il 10% delle donne occupate lasciano ogni anno il lavoro perché non riescono a conciliare vita e lavoro. Nel 65% dei casi si tratta di una rinuncia obbligata. Il tema della conciliazione tra vita e lavoro è quindi di grande attualità.
Tra i tanti autorevoli interventi di questa mattina si segnala quello di Avivah Wittemberg Cox, CEO di 20-first, autrice di testi ed esperta del tema della valutazione del lavoro delle donne nelle imprese. Di pari opportunità e mercato del lavoro in Italia ha parlato Monica Parrella, Governo italiano: Dipartimento Pari Opportunità.

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