Oltre 2000 visitatori hanno partecipato alla tre giorni del PAC di Milano

Il tema della performatività, scelto quest’anno dal PAC per sua la tre giorni annuale dedicata agli studi sulle arti visive contemporanee, ha conquistato il pubblico. Oltre 2000 visitatori hanno assistito a incontri, proiezioni e live performance che hanno messo al centro dell’attenzione il corpo e l’interazione attiva con lo spazio, incuriositi anche dai materiali d’archivio inediti che per la prima volta sono stati esposti al pubblico per raccontare un’espressione artistica che ha fortemente connotato anche la programmazione del PAC negli ultimi 15 anni.

Dalle riflessioni sul corpo come archivio di Susanne Franco – docente di Storia della Danza e del Teatro all’Università Ca’ Foscari di Venezia – alla performance “Reharsal/Retrospective”dell’artista spagnola Dora Garcia, che ha coinvolto il pubblico in modo attivo; dal corpo politicizzato e portavoce delle minoranze raccontato da Lois Keidan – fondatrice della Live Art Development Agency di Londra – allo storytelling per immagini della performance “La Defence. A Live Photo Video Essay” dell’artista olandese Paulien Oltheten; dai territori di confine tra danza e performance esplorati da André Lepecki – direttore del Dipartimento di Performance Studies alla New York Università – al flusso continuo e ipnotico delle due danzatrici contemporanee Cristina Kristal Rizzo e Annamaria Ajmone, che hanno ballato bendate nel PAC tra opere e visitatori per il loro durational piece “ikea_site specific”.

Grande interesse anche per i due “flashback” che attraverso la valorizzazione e lo studio dell’archivio del PAC – in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli studi di Milano – hanno omaggiato due star della performance, Vito Acconci e Gina Pane, rimettendo in scena i materiali di progettazione e backstage delle loro rispettive mostre al PAC negli anni ‘80.

Durante i tre giorni è stato possibile vedere i video delle performance che il PAC ha prodotto negli anni, tra cui Vanessa Beecroft, Marina Abramović, Santiago Sierra, i giovani artisti cubani e le nuove generazioni di artiste sudafricane.

Il PAC ha coinvolto anche i giovanissimi, realizzando con gli studenti del Liceo Coreutico Tito Livio un workshop di danza contemporanea diretto dalla coreografa Franca Ferrari.
La performatività si è estesa fino alla contaminazione tra arti visive e musica, con la performance dell’artista Marco Belfiore e l’evento di chiusura realizzato in collaborazione con Le Cannibale che ha portato al PAC due tra i più quotati artisti elettronici contemporanei.



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