Paul Auster – 4 3 2 1- Torino, Einaudi, 2017. 939 p. (133)

Il grande romanziere americano Paul Auster con quest’ultima opera ha realizzato un autentico capolavoro: una narrazione labirintica e complessa in cui perdersi e trovare i fili di quattro esistenze che si intersecano e si allontanano, si alternano e si rincorrono.

Protagonista è il giovane Archibald “Archie” Ferguson, nato (come l’autore) nel 1947 a Newark, New Jersey, nipote di un ebreo russo sbarcato il 1° gennaio del 1900, dopo aver attraversato a piedi mezza Europa, a Ellis Island dove lo attendono una nuova identità ed una nuova vita.

Il giovane Ferguson, come solo nei romanzi è possibile, vive però quattro vite diverse, quella che ha e quelle che avrebbe potuto avere, quattro esistenze che ognuno potrebbe vivere se solo il caso, gli avvenimenti fortuiti, le azioni degli altri non intervenissero, perché, come dice lo stesso Auster “il mondo effettivo è solo una piccola parte di mondo, la realtà consiste anche in quello che sarebbe potuto succedere ma non è successo, e una strada non è né meglio né peggio di un’altra”.

I quattro Ferguson sono identici ma diversi, hanno lo stesso corredo genetico e lo stesso corpo, gli stessi genitori e gli stessi nonni, gli stessi zii e gli stessi cugini, ma ognuno di loro ha con questi rapporti diversi, vive sentimenti ed emozioni diversi in case diverse in città diverse.

Ognuno di loro, anche se in modo differente, attraversa gli anni esaltanti e terribili delle rivolte dei neri, delle marce per i diritti, degli assassinii di Martin Luther King e John Kennedy, delle università occupate e della guerra del Vietnam, che incombe come un macigno sulle esistenze dei ragazzi americani.

Ogni Ferguson sente una forte vocazione per la scrittura e la estrinseca scrivendo racconti, cronache sportive, critiche cinematografiche, ama il baseball ed il basket, adora Parigi ed i poeti francesi, ma soprattutto ognuno di loro viene colpito al cuore dalla stessa ragazza forte e splendida, vitale e sincera, Amy.

Le quattro diverse vicende vengono raccontate in modo parallelo, così che le varie vite si fondono tra loro fino a costituire un unico fluviale ritratto della società americana dal primo dopoguerra al conflitto del Vietnam, in cui il lettore si immerge e da cui si fa piacevolmente travolgere e incantare. Da leggere, e magari rileggere, anche seguendo una vita di Ferguson per volta.

Luciana Galizia Notizie in un click



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