PRATO: Visite in nero all’ospedale, medici in arresto

«Perché nei locali adibiti all’attività di libera professione o negli studi dei medici dell’ospedale Santo Stefano di Prato arrestati stamani le persone andavano e venivano senza controlli di presa in carico dei pazienti? Ne esistono? Come è possibile che in una struttura ospedaliera pubblica si svolgano visite ‘in nero’, come emergerebbe dall’ipotesi d’accusa che ha portato alle misure cautelari?» Non sono che alcune delle domande che il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti traduce nell’interrogazione a risposta scritta appena depositata sugli arresti di quattro medici in forza al nuovo ospedale pratese e di altre tre persone di nazionalità cinese.

«Da quanto leggo sulle agenzie di stampa – riflette Marchetti – questi medici da mesi almeno avrebbero svolto attività di libera professione facendosi pagare ‘in nero’ da pazienti probabilmente ignare. Ma come è possibile che simili sacche di illecito possano generarsi in un ospedale pubblico? La Regione deve attivare immediatamente un’inchiesta interna per capire come si sia determinato il contesto favorevole a una simile situazione, cosa sia mancato nella filiera dei controlli e anche, in questo senso, se vi siano responsabilità magari non penalmente rilevanti e magari legate a condotte omissive ma che comunque possano aver concorso al verificarsi di questi fatti».

E poi c’è il danno: «Proprio così», continua Marchetti. «Qui a mio avviso si riscontra un danno patrimoniale da mancato gettito per l’attività intramoenia su cui l’Azienda sanitaria nulla ha introiettato, più il danno di immagine. La Regione ha stimato questo danno? Perché poi come sempre tutto ricade sui cittadini in termini di ticket, attese, ma anche disistima verso un sistema sanitario che offre il fianco a simili sacche di illecito».

Dunque, riassunti i fatti nella premessa del suo atto, Marchetti rivolge alla giunta un poker di quesiti per sapere «se sia stato calcolato il danno prodotto da mancato gettito di quella che sarebbe stata la regolare attività intramoenia effettuata da quei medici e come si pensi di ottenerne ristoro», «se non ritenga di voler attivare un’inchiesta interna che consenta di verificare eventuali responsabilità anche solo di natura omissiva e non penalmente rilevanti ma che possano aver concorso al verificarsi di simile grave situazione», «se vi siano meccanismi di controllo sulla presa in carico dei pazienti anche in regime di libera professione, atti ad evitare il libero andirivieni di persone negli studi dedicati, ed eventualmente quali».



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