Scandalo EMA: sono già a rischio continuità operativa e salute dei cittadini

La continuità operativa dell’Agenzia europea per i medicinali è a serio rischio e con essa anche la salute dei cittadini. L’importante ruolo dell’EMA sarà messo in forse da una sede, quella di Amsterdam, non ancora pronta per riceverne l’enorme mole di lavoro. EMA ha ritirato solo l’anno scorso oltre 700 farmaci ritenuti pericolosi e nel 2019 dovrà spostarsi in un edificio inadatto e, soprattutto, diverso da quello con cui Amsterdam avrebbe vinto con la monetina il ballottaggio con Milano.

Una struttura con gravi lacune: dalle metrature (la metà di ciò che era richiesto nella competizione), ai parcheggi, alla sicurezza della struttura stessa e all’assenza di un piano B in caso ci fosse qualche intoppo, come vi abbiamo già spiegato qui. Ma quello che è emerso oggi dall’audizione del sindaco Giuseppe Sala – in commissione petizioni del Parlamento europeo – è un quadro agghiacciante e la conferma che qualcosa di veramente strano è avvenuto per strappare l’agenzia a Milano. Una forzatura senza precedenti.

La vicenda dimostra ancora una volta la poca trasparenza di alcune procedure europee. La risposta della stessa Commissione UE alle domande incalzanti nell’audizione è stata infatti imbarazzante: non ha valutato nel merito le proposte – impendendo una scelta equa e trasparente che avrebbe premiato Milano – e ha opposto un vergognoso silenzio sulla variazione dell’offerta a sorteggio avvenuto. Cosa che doveva essere severamente vietata, nessuno avrebbe potuto cambiare la carte in corsa.

A colpire è anche la perseveranza – quasi diabolica – con cui verranno assegnate anche le future agenzie: quella sul lavoro e sulla cyber security. Si seguirà infatti lo stesso procedimento che ha portato EMA ad Amsterdam, con tutte le storture procedurali che ne derivano. Non ultima quella di non coinvolgere di fatto il Parlamento europeo nelle decisioni e nel monitoraggio della trasparenza delle assegnazioni.

Fortunatamente la commissione petizioni ha ascoltato il nostro appello e ha deciso d’inviare una lettera (a Commissione europea, Consiglio e capi negoziatori del trilogo) in cui verranno chiesti chiarimenti sulle procedure e informazioni puntuali sulle relazioni trimestrali che le autorità olandesi dovranno fornire sull’avanzamento dei lavori e sulla stima dei costi. Se venisse violata la business continuity, impattando sulla salute dei cittadini e sugli interessi finanziari dell’Unione, Milano deve tornare in gioco. Perché Milano è pronta.



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