SCENARI – AUGURI VERI, AFFETTUOSI, FORTI, A SILVIO BERLUSCONI E AL SUO CUORE DI ANTICO COMBATTENTE

SCENARI – AUGURI VERI, AFFETTUOSI, FORTI, A SILVIO BERLUSCONI E AL SUO CUORE DI ANTICO COMBATTENTE. DUE O TRE COSE CHE SO DI LUI…
AL CENTRODESTRA DEL FUTURO SERVONO DUE COSE: UNA L’HA PORTATALUI E VA ASSOLUTAMENTE RIPROPOSTA (UN POSITIVO SPIRITO “FUSIONISTA”), L’ALTRA E’ STATO LUI A CONTRIBUIRE A NEGARLA (UNA SFIDA DI IDEE, UNA COMPETIZIONE TRA SOLUZIONI).
IL SUO GRANDE ERRORE: FARE IL “BLOCKER”,AVER SCELTO DI BLOCCARE IL CENTRODESTRA.
ORA SERVONO PRIMARIE AMERICANE.
Nelle prossime ore, Silvio Berlusconisi sottopone a un delicato intervento chirurgico. Per parte mia, gli invio da qui un augurio vero, affettuoso e forte.
Ci sono due o tre cose che mi fapiacere raccontare oggi. Alla vigilia delle elezioni del 2013 (eravamo alla fine del 2012, a una cinquantina di giorni dal voto), la situazione del centrodestra era francamente disastrosa. Gli errori e le innumerevoli occasioni mancate dai Governi Berlusconi, poi il sostegno a Monti, la mancanza di una bussola liberale, i sondaggi catastrofici per Forza Italia (10-11%). Forse perconvinzione, forse per disperazione, forse non essendoci altro e altri nei paraggi, Berlusconi accettò la mia proposta: provare a ritirare fuori dai cassetti parole d’ordine liberali. Da parte mia, fabbricai due campagne: una sull’Imu-prima casa, e l’altra su Equitalia.
Silvio Berlusconi non fu bravo: fufenomenale. Un signore che allora aveva 77 anni, per 45-50 giorni visse da atleta (anzi: da monaco-atleta), recepì e fece suo ciò che gli veniva proposto (a partire da quelle due campagne politiche, che divennero centrali per un mese), e vi aggiunse un’energia personale (lo show in trasferta daSantoro-Travaglio) e una cura dei dettagli che meritano tuttora sincera ammirazione. Un aneddoto: vederlo sistematicamente studiare, e poi arrivare nei luoghi delle conferenze e dei comizi con un’ora di anticipo per provare audio, luci e microfono, dà la misura di una dedizione davvero rara.
Così, il centrodestra ottenne uninsperato quasi-pareggio elettorale. Nei 100-120 giorni successivi al voto (grazie agli errori di Bersani, e al proseguire delle nostre campagne politiche sulle tasse), i sondaggi continuarono a crescere. E poi? E poi invece prevalse altro: un combattimento solo sulle questioni giudiziarie, un cedimento dietro l’altro al Governo Letta, la non appassionante contesa con Alfano, e infine elezioni europee incredibilmente condotte parlando non di problemi reali ma di cani e dentiere…
Nella settimana immediatamente successivaalle elezioni europee, ricordo distintamente una cena. Presenti – con Silvio Berlusconi – Raffaele Fitto, Denis Verdini ed io stesso. Berlusconi arrivò con un testo (redatto non so da chi) in cui si diceva che il risultato di Forza Italia non era poi così male, e che il futuro doveva appartenere a fantomatici “club”, nel frattempo evidentemente in gestazione. Verdini, coerentemente con il suo punto di vista, reclamava invece i congressi locali del partito. Raffaele Fitto ed io osammo l’inosabile: mettere da parte le questioni condominiali (partito, club, ecc), dire onestamente che avevamo perso le elezioni, e che soprattutto occorreva una ricostruzione di fondo delcentrodestra, per sfidare Renzi e per evitare che la storia politica italiana si incamminasse inevitabilmente verso un bipolarismo Pd-M5s, con uncentrodestra senza visione e senza spazio. La tesi, come si immagina facilmente, non piacque al Cav.
La storia dell’anno e mezzosuccessivo è più nota, a partire dai tragici errori berlusconiani sul Nazareno. Ed è nota la rottura che ne derivò con tanti di noi. Rottura politica grave, accompagnata – da parte di una piccola, prepotente e sguaiata corte – da indimenticabili appendici di meschinità umana.  
Ma questo è il passato. Ora SilvioBerlusconi affronta una partita che deve vincere, quella con il suo antico cuore di combattente. Gli auguro una guarigione pronta, piena, completa, che lo metta presto in condizione di valutare ciò che due anni fa respinse.
Oggi, più ancora di allora, Berlusconi non può ricandidarsi. Non può “vincere” da solo. Né determinare “da solo”. Da solo può fare esclusivamente ciò che (contro i consigli di tanti di noi) ha fatto in questi due anni: cercare intese con il Governo in carica, oppure urlare in piazza, oppure fare contraddittoriamente entrambe le cose per confondere le acque. Scegliendo (e qui sta l’errore più grave”, a mio avviso) di fare il “blocker”, cioè di bloccare il centrodestra.
Immagino che alcuni (abituati agiocare nel palazzo: è la loro cultura, e anche la loro nobiltà, lo dico senza alcuna polemica) gli consiglieranno proprio questo. Lasciar trascorrere un po’ di tempo; mantenere una Forza Italia al 7-8-10% in modo da poter comunque dare una rappresentanza e un peso parlamentare ad alcuni interessi; se Renzi andrà in crisi dopo il referendum, offrirsi per un governo di transizione; e, quando sarà necessario, in stanze chiuse, cercare (com’è avvenuto a Milano) un candidato dignitoso e serio di centrodestra che possa tentare il colpaccio.
Sarebbe un errore, a mio avviso. E’questa la strada (comunque finisca il ballotaggio di Milano) attraverso la quale il centrodestra ha perso negli ultimi 5 anni 13 milioni di elettori. Artigiani, commercianti, partite Iva, lavoratori autonomi e del privato, “outsider”, giovani. E’ questa la strada attraverso la quale il centrodestra ha smesso di giocare all’attacco e di rivolgersi al Paese, mettendosi invece in campo in modo stravecchio (difesa e contropiede), e sperando di segnare fortunosamente un gol in un’azione di rimessa.
A mio avviso, occorre altro. Una cosache Berlusconi portò nelle sue stagioni più felici: un “fusionismo” capace di tenere insieme storie e culture diverse, unite da un programma essenziale. E una cosa che invece Berlusconi ha purtroppo contribuito a negare: una sfida di idee, una limpida competizione di soluzioni e proposte, per rimodellare il profilo del centrodestra insieme agli elettori, insieme a segmenti sociali liberi e attivi, insieme a delusi e astenuti.
Ecco perché servirebbero primarieamericane: non la “lotteria” di un giorno, ma un semestre di confronto tra tesi alternative, per costruire una nuova unità, e soprattutto risposte vere per l’Italia. Ed ecco perché, mentre i lepenisti stanno facendo (dal loro punto di vista) un ottimo lavoro di costruzione, ora occorre che un lavoro analogo (ma di contenuto diverso, alternativo) lo facciano i riformatori, i modernizzatori, i liberali. E’ questa è la ragione per cui, con tanti amici, sostengo il tentativo che stiamo facendo con Raffaele Fitto. Nessuna illusione: la strada è in salita, salita ripida. Ma solo un metodo (la competizione di idee verso possibili elezioni primarie), alcuni contenuti (pro-Occidente, pro-mercato, anti-tasse/spesa/debito), e la disponibilità a rischiare qualcosa, possono portare a una nuova unità e a una rinnovata competitività del centrodestra.
E’ questa la parte pubblica del mioaugurio a Silvio Berlusconi: spero che tra qualche settimana sia in condizione di pensarci, e di dare un contributo in tale senso. Per quella più privata, l’augurio è che, negli anni che ha davanti, possa dare e ricevere affetto sincero, gratuito, disinteressato.
LETTURE
Max Boot su Commentary ci ricorda chie cosa sia Snowden
https://goo.gl/cchXSG
GRAFFI
Giuditta è una gattinabuonissima, ma ogni tanto graffia. Nel tempo libero, essendo una micia British, è disponibile a dare ripetizioni di inglese al Primo Ministro italiano e ai suoi amici (etruschi e non).
La frase di oggi è: “to take French leave”
Qui esplode tutta ladiffidenza storica e antropologica, e quindi linguistica, tra inglesi e francesi. Per dire che uno se ne va alla chetichella, gli inglesi dicono che “se ne va alla francese”, mentre i francesi usano l’espressione “s’en aller à l’Anglaise”…
E’ possibileseguirmi su Facebook cliccando “mi  piace” su   www.facebook.com/Capezzone



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi