SCENARI – IL DESTINO DI RENZI? PREVISIONI IMPOSSIBILI, MA OGGI SEMBRA COMPROMESSO

SCENARI – IL DESTINO DI RENZI? PREVISIONI IMPOSSIBILI, MA OGGI SEMBRA COMPROMESSO, E SE LO MERITA PER TANTE RAGIONI: ERRORI IN ECONOMIA, NEL RAPPORTO CON L’EUROPA, NELLA SCELTA DELLE PRIORITÀ, MEDIOCRITÀ DELLA SUA SQUADRA, AMBIGUITÀ IN POLITICA ESTERA.
MA ATTENZIONE A DUE COSE (LO DICE UN SUO FIERO OPPOSITORE).LA PRIMA: HA AVUTO E HA TUTTI I NEMICI “GIUSTI”, CIOÈ VECCHIA POLITICA, VECCHIO SINDACATO, VECCHI MANDARINI. LA SECONDA: QUEL CETO “INTELLETTUALE” E GIORNALISTICO CHE OGGI LO TROVA”FRAGILE” E’ LO STESSO CHE LO HA CELEBRATO PER DUE ANNI…
MI SCUSO PER LA VOLGARITÀ DELL’AUTOCITAZIONE. COSA SCRISSI DOPOLE EUROPEE DEL 2014, QUELLE DEL TRIONFO RENZIANO…
E IN PARLAMENTO, CHE FARANNO ORA QUELLI A CUI RENZI EL’ABILISSIMO VOLPONE VERDINI AVEVANO VENDUTO FLACONI DI “SPERANZA” (DI RIELEZIONE) IN CONFEZIONE SPRAY?
Non so se, negli anni in cui ci èdato di vivere, fare previsioni sia un esercizio più impossibile o più stupido: ed è naturalmente ammesso il cumulo delle due ipotesi. A maggior ragione in questi tempi di turbopolitica, infatti, le variabili sono troppe, il futuro è più che mai “fuori controllo”,e tutto può cambiare in modo radicale e repentino. Puoi dunque cercare – al massimo – di fare differenti scenari, di prepararti a diverse evenienze, ma non puoi permetterti predizioni troppo dettagliate.
Dunque, è prematuro (anche da partedi un fiero avversario politico) suonare le campane a morto per Renzi. Certo, il “tocco” magico non c’è più, e per tanti versi il suo destinoappare compromesso. Se lo merita, intendiamoci bene.
Errori drammatici in economia (esattamentecome i Governi del passato: nessun attacco vero ai tre cancri delle tasse, della spesa, del debito, respingendo per due volte le nostre proposte di taglio-choc della pressione fiscale); rapporto subalterno verso l’Europa (a parte il piagnisteo per qualche “zero virgola” sulla flessibilità, haperduto l’occasione storica – come gli avevamo suggerito –   di agganciarsi al carro inglese dellarinegoziazione per mettere davvero in discussione regole e trattati Ue); tragica (e dolosamente voluta) mediocrità della sua squadra, nel Governo, nel partito e in Parlamento; sbagli madornali nella scelta delle priorità (con l’intero anno che poteva essere buono per l’economia, il 2015, sprecato ad occuparsi di Italicum e Senato); e infine – la cosa più grave di tutte – assoluta ambiguità in politica estera (rifiuto di intervento in Siria, tentennamenti in Libia, imbarazzanti inchini all’Iran e alla Russia, eccetera).
E oltre a queste sue colpe soggettive , Renzi scontaanche una tendenza oggettiva .Ovunque nel mondo occidentale, i governi in carica, gli establishment, le elites sono il naturale bersaglio della rabbia, della paura, dell’insicurezza che colpisce gran parte della popolazione.
Ciò detto, pur da oppositore di Renzie del renzismo, voglio fare due sottolineature. La prima: proprio come in passato capitò a Berlusconi, anche Renzi ha avuto tutti i nemici”giusti”, cioè i rappresentanti del peggiore status quo italiano (vecchi partiti, vecchi sindacati, vecchi mandarini). Chi vuole batterlo deve preparare una strategia per battere anche questi altri, per non consegnarsi a quelle sabbie mobili. Senza trascurare lo scenario (anche questo è già accaduto con Berlusconi) che adesso Renzi, per tentare di sopravvivere in qualche modo alla sua attuale crisi, cerchi invece un compromesso con quel vecchio mondo. Possibile (e rovinoso) anche questo.
La seconda: quel ceto giornalistico equei commentatori che oggi lo trovano “fragile” sono gli stessi che hanno idolatrato Renzi per due anni, senza risparmio di omaggi e inchini. E questo racconta molto dell’Italia e delle sue classi”intellettuali”…
Autocitarsi è sempre volgare, e miscuso in anticipo, ma oggi non resisto. Due anni fa, dopo il trionfo renziano alle europee del 2014, scrissi un piccolo libro di proposte e programmi, invitando il centrodestra a organizzarsi per una rivincita fondata sulle idee liberali (no a questa Ue, sì a uno choc fiscale, eccetera), ma dedicai anche a Renzi una paginetta di consigli non richiesti. La trascrivo qui sotto…
“Primo:Renzi non faccia troppo il figo. Stia attento: c’è una soglia oltre la quale l’attenzione al “medio” e al “pop” diventa compiacimento, autocontemplazione allo specchio. E lui, proprio lui, che ha saputo evitare la devastante pretesa di superiorità culturale (un classico della sinistra), potrebbe rimanere vittima di una pretesa di superiore coolness, una sorta di sindrome del “sono più figo di voi”. Occhio, però: anche questa sindrome può distrarlo dalla realtà.
Secondo:Renzi non si compiaccia, ma consideri una delle maggiori insidie, per sé e per il suo Governo, l’impressionante appiattimento a suo favore dei media. E non è solo una questione di cinici calcoli degli editori: c’è qualcosa di più profondo, che riguarda i riflessi automatici del ceto giornalistico, in particolare dei cronisti più giovani, i 30enni-40enni, sempre pronti a “fare i fenomeni” e a produrre dosi massicce di sarcasmo su altri, ma così naturalmente conformisti nel fare da ufficio stampa a Renzi. Nulla di personale, miperdonino: ma “parlano” più di un saggio critico le facce dei conduttori e degli inviati di SkyTg24 (in qualche momento, verrebbe da dire di …SkyPd24!), con il sopracciglio che si alza e il sorrisino che spunta puntuale quando si tratta di alcuni, e invece sempre con un’aria sacral-sacerdotale, da rispettosi e zelanti addetti stampa, se si tratta di dare conto di una dichiarazione o di una conferenza di Renzi. Questo genere di tifoseria (che a suo tempo non è mancata neppure ad altri leader, per loro sfortuna) non serve e non aiuta: e anzi, costoro saranno i primi, al momento opportuno, a indossare il sorrisino d’ordinanza quando Renzi apparirà ai loro occhi meno un po’ meno cool…”
Ecco, due annidopo quel momento è arrivato. Resta da capire cosa faranno ora in Parlamento quei deputati e senatori a cui Renzi e l’abilissimo volpone Verdini avevano nelle scorse settimane venduto flaconi di “speranza” (di rielezione) in confezione spray…Ieri (e i giornali di stamattina lo registrano con spietatezza) Renzi ha dovuto liquidare anche troppo bruscamente il rapporto con i verdiniani, dopo i rovesci elettorali in Campania e Calabria. Lo capiranno, adesso, decine e decine di parlamentari che non saranno né candidati dal Pd nel 2018 né si troveranno in una formazione in grado di raccogliere consenso da sola? Direbbe Dagospia: “Ah, saperlo…”
LETTURE
Piccole storieitaliane, contro il mercato (e contro i contribuenti).
L’AutoritàPortuale di Venezia ha dovuto recentemente mettere in vendita il pacchetto di controllo del “Venezia Terminal Passeggeri”. Non poteva fare diversamente, la situazione era francamente insostenibile: l’Autorità, infatti, assommava su di sé le tre posizioni di regolatore, concedente, e azionista di maggioranza.
Arrivaun’offerta straniera, 24 milioni di euro. Dunque, possibile unaprivatizzazione.
E invece? Einvece no, perché il Consiglio Regionale del Veneto ha esercitato un diritto di prelazione, bloccando tutto, ma sborsando 24 milioni di euro dei cittadini veneti.
Dunque, un mesefa ho presentato questa interrogazione, chiedendo al Governo un’opinione sulla vicenda:
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5-08614&ramo=C&leg=17
Ieri, fermarestando la personale cortesia del sottosegretario Del Basso De Caro, mi giunge in Commissione questa sconcertante (non) risposta:
http://www.camera.it/leg17/824?tipo=A&anno=2016&mese=06&giorno=07&view=filtered_scheda&commissione=09#

Cosa ho replicato?
1.         Questa non è una risposta, ma un mattinale di questura che copia e incolla le informazioni che già avevamo. L’interrogazione iniziava – al contrario – proprio dove il Governo si è fermato nella sua (non) risposta.
2.         Il Governo non ci dice se rilevi la possibilità di un danno erariale.
3.         Il Governo non ci dice se condivida o no il riprodursi in capo alla Regione del medesimo intreccio (regolatore più concedente più azionista di controllo) che c’era prima.
4.         Il Governo non ci dice se condivida o no la testi statalista e antiliberale per cui un servizio pubblico e un interesse opubblico possano essere svolti e soddisfatti solo da un soggetto pubblico e non da un soggetto privato.
GRAFFI
Giuditta è una gattina buonissima, maogni tanto graffia. Nel tempo libero, essendo una micia British, è disponibile a dare ripetizioni di inglese al Primo Ministro italiano e ai suoi amici (etruschi e non).
La frase di oggi è: “put two and two together”
Oggi siamo a un caso di quasi totalesovrapponibilità tra inglese e italiano. “Fare due più due”, nel senso di “trarre le conseguenze logiche”, viene tradotto in inglese con “mettere due e due insieme”. Esempio: he considered the electoral results in Rome and Milan, and so he put two and two together…
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Daniele CAPEZZONE



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