SCENARI– “RENXIT”, RENZI E’ SVANITO DOPO 20 MESI, ALTRO CHE VENTENNIO…

MAIL CENTRODESTRA NON FESTEGGI. SIA I “MODERATI” SIA I “LEPENISTI” INCAPACI DI FARE LA COSA DECISIVA: RECUPERARE ASTENUTI E DELUSI.
ORAPRIMARIE AMERICANE E NUOVA OFFERTA POLITICA LIBERALE PER RICOSTRUIRE UN CENTRODESTRA COMPETITIVO. SERVE UN SOFTWARE LIBERALE, PER PARLARE A 13 MILIONI DI ARTIGIANI, COMMERCIANTI, PARTITE IVA, LAVORATORI AUTONOMI E DEL PRIVATO.
TRIONFO DEI GRILLINI. AUGURI A LORO (E SOPRATTUTTO A NOI…)
Per Matteo Renzi, nonostante il maldestro tentativosuo e delle sue cheerleaders mediatiche di derubricare l’appuntamento a mera prova locale, erano vere e proprie elezioni di mid-term. E Renzi le hastraperse, cogliendo forse il peggior risultato del centrosinistra negli ultimi vent’anni.
La crisi del Pd si era già ampiamente intuita: conRenzi in fuga all’estero nei giorni decisivi, con i principali candidati di sinistra che facevano a gara per allontanarlo dalle proprie città, e -soprattutto: pagina da non dimenticare assolutamente – con dimostrazioni di nervosismo fuori controllo e di riflessi pericolosi della sinistra, a partire dall’”avviso di garanzia” pubblicamente sollecitato a Roma da unmagistrato-assessore uscente verso la candidata Raggi, alla chiusura della campagna elettorale.
Siamo dinanzi a una “Renxit”: la magia è finita, il40% è svanito, il rapporto con il Paese è devastato. Glielo avevamo detto in Aula e per iscritto, più volte, senza astio: Renzi ha sciupato l’anno buono, in cui si sarebbe dovuto occupare di spesa e tasse, e invece ha preferito far perdere un anno al Paese con Italicum e pseudoriforme. Ora raccoglie quello che ha seminato: un ceto medio impoverito, impaurito, incattivito. Al quale ha offerto la sua sicumera, un patto con parlamentari raccogliticci, lapaccottiglia degli 80 euro.
Il ventennio renziano è durato …venti mesi. Nell’eraanalogica berlusconiana, servivano lunghi anni per logorare il rapporto tra leader e cittadini; ora, in epoca digitale, tutto è velocissimo, secondo le regole e i tempi della turbopolitica, e basta pochissimo per essere rottamati.
Ma il centrodestra non ha nulla da festeggiare. Pertutta la nottata televisiva, molti dirigenti sono apparsi francamente patetici nell’esultare sul disastro renziano, fingendo (ma forse non fingevano: qui sta il dramma!) di non vedere il proprio. Un centrodestra fuori dalla gara a Roma e Torino, ma battuto anche a Milano, nonostante le speranze della vigilia e la personale credibilità del candidato Parisi.
La sintesi è brutale, e spiace dover ripetere ciòche scrissi dopo il primo turno. Né i “lepenisti” né i “moderati” sono stati capaci di fare l’essenziale: recuperare i delusi e gli astenuti, parlare ai 13 milioni di votanti persi dal centrodestra negli ultimi 5 anni.
Ora, la prospettiva di essere solo un “terzo” polo,con un bipolarismo principale M5s-Pd, è una quasi certezza. Occorrerà un lavoro di lunga lena, di nuova semina, quello che alcuni di noi predicano inascoltati da anni. Ma forse non tutti i mali vengono per nuocere: siamo allacertificazione del fatto che un ciclo è concluso, e che occorrerà fatica e dolore per tentare di aprirne un altro.
Primo: serve un metodo. Primarie americane (lunghe alcuni mesi, con giro dei territori), non la lotteria di un giorno, per discutere di leadership e programmi, e favorire l’irrobustimento di una proposta credibile. E in ogni caso, no a autoincoronazioni (non si vedono né re né corone in giro) o a sedute spiritiche in stanze chiuse.
Secondo: serve un nuovo soggetto politico cherimetta al centro (noi Conservatori e Riformisti, con Raffaele Fitto, ci stiamo lavorando) artigiani, commercianti, partite Iva, lavoratori autonomi e del privato, giovani, outsider: sulla base di un chiarissimo trinomio “meno tasse-meno spesa-meno debito”. Questo soggetto può essere il lievito e il “software” di una rinnovata offerta politica del centrodestra. Se invece l’offerta resta quella esistente, non c’è speranza.
Da ultimo, veniamo ai vincitori, anzi aitrionfatori: i grillini. La loro campagna è stata due volte perfetta, e – insieme – una volta pessima. Perfetta per due ragioni: perché ha interpretato lo spirito del tempo, e perché – rifiutando apparentamenti e costringendo gli altri ad appoggi più o meno taciti – ha “incassato” tutto l’incassabile, facendone un successo e un merito esclusivi del Movimento. Pezzi dicentrodestra hanno concorso: ma in modo stupido e gregario, in ultima analisi confermando la convinzione degli elettori antisinistra più liberali ed esigenti (ad astenersi) e di quelli meno liberali e meno esigenti (a puntaredirettamente sulle candidate M5s). Ma la campagna grillina (non dimentichiamolo) è stata anche pessima: l’unica “chiave”, l’unica proposta, è stato il mantra del “pubblico”. Tutto “pubblico”: acqua, trasporti, servizi, in un rifiuto ideologico e ormai inconsapevole di mercato, competizione, concorrenza. L’immagine romana di un orrido autobus dell’Atac che, al posto del numero di linea, stanotte esponeva il benvenuto alla Raggi, è l’immaginario seguito della foto (del 2008) dei tassisti più scatenati festanti e ululanti per il successo di Alemanno. Auguri a loro, e soprattutto a noi.
Ps: se il centrodestra, tra tanto buio, cerca unapiccola luce, guardi a Brindisi. Primarie svolte (unico caso in Italia), candidata arrivata seconda al primo turno, e uscita vincitrice ieri sera. Complimenti.
GRAFFI
Giuditta è una gattinabuonissima, ma ogni tanto graffia. Nel tempo libero, essendo una micia British, è disponibile a dare ripetizioni di inglese al Primo Ministro italiano e ai suoi amici (etruschi e non).
La frase di oggi è: “to play second fiddle”
Per dire che uno recita unaparte di secondaria importanza, che ha un ruolo minore, gli inglesi immaginano che uno faccia da “secondo violino”. In genere, la frase ha il senso di indicare che qualcuno non è disposto a questa prospettiva. Esempio: Renzi doesn’t want to play second fiddle to anyone…
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on. Daniele Capezzone



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