SCENARI – RENZI HA DUE OPZIONI DOPO LA BATOSTA ALLE AMMINISTRATIVE

LA PRIMA: QUELLA DI TOTO’ NELL’INDIMENTICABILE GAG “E CHE SONO PASQUALE, IO?”.
LA SECONDA: GUADAGNARE TEMPO (SPOSTAMENTO IN AVANTI DELREFERENDUM?), E CHIEDERE ALTRI “ZERO VIRGOLA” A BRUXELLES PER GALLEGGIARE.
NEL DUBBIO SU COSA ACCADRA’, IL CENTRODESTRA NON DORMA, RIPARTADA PRIMARIE E COMPETIZIONE DI IDEE.
IERI SCONFORTANTE VEDERE FORZA ITALIA (CON L’AVALLO DEL GOVERNO) CHIEDERE L’USCITA VELOCE DEL REGNO UNITO DALL’UE: PERFINO PIU’ ZELANTI DELLA MERKEL, CHE NEL FRATTEMPO FRENAVA SUI TEMPI…
Cercare una razionalità nella fragilee nevrotica politica dei palazzi romani è di per sé sbagliato. E fare previsioni è quindi assurdo, più ancora che difficile. Al massimo, puoi fare scenari, e prefigurare diverse possibilità.
Renzi, al momento, sembra oscillaretra due diverse scelte.
La prima è stata chiara nella settimanaimmediatamente successiva alla batosta rimediata alle amministrative. In quei giorni, Matteo Renzi (con il “concorso esterno” delle sue retrosceniste e retroscenisti di fiducia) sembrava Totò nell’indimenticabile gag in cui raccontava di essere stato preso a schiaffi da un tipo che insisteva a chiamarlo “Pasquale”. E quando la sua “spalla” Mario Castellani, in quella leggendaria gag, gli chiese come mai non avesse reagito, la risposta di Totò fu: “E che sono Pasquale, io?”.
L’atteggiamento renziano sembravaproprio di questo tipo: “Chi ha perso a Torino? Mica io, ma Fassino, che è troppo poco renziano… Chi ha perso a Roma? Giachetti… E io che c’entro? Quando ci sono io, invece, si vince…”. Su questi presupposti, sempre nei retroscena filorenziani, il Premier rilanciava tutto sul referendum d’autunno, in una specie di “all in” da poker.
Sono passati pochi giorni, nelfrattempo si è consumato il terremoto Brexit, e forse Renzi sembra avere finalmente messo a fuoco che non tira un’aria buona per lui. Anzi, che non tira un’aria buona per nessuno che sia al governo in un qualunque Paese occidentale. Meno che mai, per un Premier che ha incautamente coalizzato contro di sé tutti i nemici possibili e immaginabili, che ha trasformato il referendum su un pastrocchio costituzionale in un responso vita-o-morte su se stesso, e che nel frattempo non ha fatto nulla di tangibile e consistente per un solido rilanciodell’economia.
E allora il Premier sembra avere unaseconda possibilità (alternativa alla prima, cioè alla “strategia Totò-Pasquale”). In questo secondo scenario, Renzi potrebbe cercare di spostare un po’ in avanti il referendum: non più ai primi di ottobre, ma tre o quattro settimane dopo, a fine mese, o anche oltre, a novembre. Effetti?
1. La Corte Costituzionale potrebbe(prima) togliergli dal fuoco la castagna dell’Italicum, imponendone sì un cambiamento, ma in qualche misura sdrammatizzando il tema.
2. Sarebbe un po’ più difficileinvocare elezioni nel 2017, e a quel punto più probabile e quasi obbligata la scadenza del 2018.
3. E soprattutto, prima delreferendum, si dovrebbe fare la legge di stabilità. E qui sta il cuore del problema: Renzi, in questo schema, potrebbe andare a supplicare la Merkel di concedergli qualche altro “zero virgola” (dopo il terremoto Brexit) per cercare di rendere la manovra un po’ più espansiva.
Questo eventuale secondo piano (ammessoe non concesso che Renzi lo stia valutando) potrebbe riuscire? Forse. Ma se anche riuscisse, sarebbe un’altra operazione di galleggiamento, avendo Renzi già perso nel 2015 il treno del cambiamento vero. Sta lì il suo errore. Alcuni di noi – oppositori onesti e non astiosi – glielo spiegavano: con le ben note circostanze favorevoli esterne del 2015 (il QE, più dollaro basso e petrolio basso), doveva lavorare allora per un taglio forte di tasse e spesa. E invece ha preferito gingillarsi con Senato e Italicum, ricavandone il pugno di mosche che vediamo…
In tutto ciò, nel dubbio su quale deidue scenari possa realizzarsi, il centrodestra intanto che farà? Si limiterà ad assistere alla crescita dei Cinquestelle e a un Renzi (nel secondo schema) pronto a “legare” e “abbracciare” come un pugile in difficoltà, oppure ci sarà qualche segno di vita? Più che mai, servono primarie e una aperta, forte, seria competizione di idee e soluzioni. I “lepenisti” si sono organizzati: ora devono farlo anche i liberali, i riformatori, i pro-impresa, imenotasse-menospesa-menodebito.
Certo, ieri non è stato bello vederein Parlamento Forza Italia chiedere (con l’avallo del Governo, che ha dato disco verde alle mozioni di Fi…) un’uscita ultraveloce del Regno Unito dall’Ue. Insomma, perfino più zelo della Merkel, che invece, in giornata, frenava sui tempi. Succede a chi è frettoloso, poco lungimirante, poco lucido, di farsi dare una piccola lezione di cautela e ragionevolezza perfino dalla Cancelliera tedesca…  
GRAFFI
Giuditta è una gattinabuonissima, ma ogni tanto graffia. Nel tempo libero, essendo una micia British, è disponibile a dare ripetizioni di inglese al Primo Ministro italiano e ai suoi amici (etruschi e non).
La frase di oggi è: “to be up to”
E’ la frase che gli inglesiusano per dire che uno sta tramando, sta combinando qualcosa. Esempio: It’s not easy to understand what Renzi and his gang are up to…
E’ possibileseguirmi su Facebook cliccando “mi  piace” su   www.facebook.com/Capezzone



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi